I palazzi, che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità, ospitano per tre giorni 25 artisti Genova. Il meno conosciuto è in vico Mele 6. L'antico, massiccio palazzo costruito da Brancaleone Grillo ambasciatore del papa e del re di Spagna a metà Quattrocento, a due passi dalle Vigne, divenne uno dei Rolli nel 1576. Il lucido portale dei fratelli Gagini raffigura naturalmente "san Giorgio e il drago", la facciata restaurata è chiara e elegante, mentre il piccolo cortile angolare è ancora da rimettere a posto. E' qui, nel cortile trascurato, che Maurizio Nazzaretto ha appeso - accanto a dei fiori finti esposti dagli attuali inquilini - "Barrage", grande tela nera con inserti in spago e ferro. L'artista lo ha creato dopo un soggiorno in Costa d'Avorio ispirandosi ai continui, sgangherati sbarramenti che le bande di ragazzi alzano nelle strade utilizzando materiali disparati. Armi alla mano, la banda chiede l'elemosina. Nazzaretto mette in quel cortile la sua porta scura, per ricordarci forse i nostri sbarramenti, gli argini scuri che pure noi alziamo come i ragazzi ivoriani. Di cosa parliamo? Di "Rolli contemporanei", la novità artistica genovese di questo weekend. L'idea è quella di portare l'arte contemporanea in 14 dei Palazzi dei Rolli, da domani a domenica, mescolando coraggiosamente la lucente, gloriosa storia di palazzo Spinola, Lomellini o Tobia Pallavicino, al modernissimo apporto degli artisti odierni. Si chiuderà alle 19,30 con un concerto domenicale a Tursi, palazzo notissimo rispetto a quello di vico Mele, dove l'artista svizzero Scheng Hutter ha posato la sua scultura in legno intitolata "Cosa c'è? Niente, solo guerra!". Anche Palazzo Ducale avrà la sua installazione luminosa dello Studio Palma Vannicola, mentre, oltre ai palazzi di via Garibaldi, sono coinvolti Rolli meno frequentati e tutti da scoprire. E' stata appositamente creata una cartina, con itinerari e informazioni molte chiare sulle opere e sui palazzi, reperibile nei locali del centro e all'info point di piazza Matteotti. In via san Lorenzo, Cesare Viel ha scelto invece la strada per il suo dialogo con i passanti. Ha appeso all'aperto, alti tra le magnifiche dimore, sei striscioni bianchi in pvc, con frasi che lui ha chiamato "Domande per il corpo", perché il dialogo interiore diventi collettivo, perché chi passa si fermi un attimo. Quale risposta dareste alla seguente domanda di Viel: "Hai provato a sentire l'incandescente perimetro del corpo?". Gli altri artisti che vedrete sono, oltre ai già citati, Matteo Basile, Carlo De Meo, Andrea De Pascale, Lino Di Vinci, Maurizio Dusio, Danielle Ferrazzano, Mauro Ghiglione, Pier Paolo Koss, Fulvio Magurno, Silvia Rizzo, Antonello Ruggieri, Claudia Schmacke, Giovanna Torresin. Molti di questi palazzi genovesi, 150 dei quali entrarono nei "Rolli degli alloggiamenti pubblici" destinati, durante la Repubblica di Andrea Doria nel XVI secolo, a ospitare le alte personalità in visita alla città, ai tempi della loro costruzione erano il meglio nel campo dell'arte contemporanea che si potesse immaginare. L'assessore comunale alla cultura Luca Borzani ha giocato sul contemporaneo nell'arte, mettendo a disposizione i palazzi per un campione di opere di oggi, mescolando il classico e l'innovazione. Ma per arrivare a questo si sono mosse tre associazioni private, 12 gallerie di arte moderna e contemporanea del centro storico, l'associazione Rolli presieduta da Andrea Pinto che comprende coloro che oggi hanno proprietà nei palazzi dei Rolli, parecchi sponsor, tra cui il Rotary, il Comune e Palazzo Ducale. Un lavoro paziente, che dura da anni e cuce rapporti non scontati tra privati e pubblico, ha così permesso la nascita di questo intenso evento. I proprietari dei palazzi aprono gratuitamente in nome di quella ospitalità che ha decretato la nascita dei Rolli (diventati a gennaio patrimonio dell'umanità dell'Unesco). E l'associazione delle gallerie, che con la manifestazione "Start" da due anni garantisce le aperture serali per l'inaugurazione della stagione, presta a sua volta i propri artisti alla sua città. Da non perdere - se decidete di percorrere questo itinerario - la riapertura di palazzo Nicolo Lomellini (Lauro) in piazza della Nunziata 5: all'interno, Giovanna Torresin ha messo "Body Guard", un'installazione di sei grandi fotografie dove il nudo trapela dalle armature. Emozionante nel cortile di palazzo Di Negro (via san Luca 2) le foto e il video "Fiesta!", dove Lino Di Vinci mescola Las Ketchup e una festa di ragazzi disabili che danzano ai ritmi delle tre belle spagnole. Nel palazzo Grimaldi compreso nella raccolta di Rubens (vico san Luca 4), Maurizio Dusio mette la sua installazione tra quattro busti di marmo. E in piazza della Posta Vecchia 3, nello scuro ingresso di palazzo De Franchi, le crepe e i segni delle 30 fotografie di Fulvio Magurno si mescolano alle screpolature reali dei muri. Un grande effetto.