Con riferimento all'articolo del 10.3.2007 firmato Riccardo Paradisi dal titolo "Pompei fa tremare i beni culturali" si precisa che non si è tenuto nessun nuovo CdA ma semplicemente la chiusura di una precedente seduta a cui il Presidente è stato invitato e non ha partecipato. Nella detta seduta non è stato approvato alcun affidamento alla società Arethusa per la gestione di un settore da poco riaperto al pubblico del sito archeologico di Pompei "quello delle case chiuse", che non risulta come un settore a se stante. Risulterebbe strano che il Soprintendente abbia inviato una relazione al Ministero per una questione ancora in fase di studio e che nulla ha a che fare con la sbandierata privatizzazione. Quindi, sembrerebbe ancor più strano se a ciò seguisse l'ispezione ministeriale annunciata dalla stampa e di cui il sottoscritto non ha conoscenza. Nessun rapporto di difficile convivenza si è instaurato tra il sottoscritto e il Soprintendente come già ho avuto modo di chiarire ampiamente al Direttore del settimanale "Panorama" a proposito dell'articolo intitolato "L'arte di nominare senza cambiare nulla" del 28.12.2006. Infatti, nella risposta del sottoscritto si è dato atto che fu lo stesso Prof. Guzzo a smentire l'esistenza di attriti tra i Dirigenti della Soprintendenza come fu riportato da certa stampa. Luigi Crimaco Direttore amministrativo Soprintendenza Archeologica di Pompei Risponde Riccardo Paradisi. Prendiamo atto delle sue puntualizzazioni. Eppure, le dobbiamo confessare, che alcune cose continuano proprio a non tornarci. A noi infatti risulta che il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, con cui lei dice non esiste nessun attrito, abbia sollevato non uno ma 16 punti di perplessità rispetto alla sua proposta di affidamento "sperimentale" alla società Aretusa. Inoltre è abbastanza singolare che il Presidente di un c.d.a - che poi coincide con la figura del Soprintendente -faccia rilevare a lei a all'altro componente del cd.a. aspetti che sollevano questioni molto delicate, come ad esempio che il cd. affidamento sperimentale prevede all'articolo 8 del contratto un supplemento di 3 euro sul prezzo del biglietto senza che questo sia stato mai autorizzato dalla Direzione Regionale della Campania. E cosa più delicata ci risulta che il servizio "percorsi di approfondimento" che lei ha proposto per la sua rilevanza economica deve realizzarsi attraverso una gara pubblica poiché la "sperimentalità" non risulta essere normata nel settore della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda la convocazione del cd.a. cambia poco il fatto che lei sostenga che sia trattato di una prosecuzione visto che da quanto ci risulta lo stesso Guzzo aveva fatto presente che non avrebbe partecipato poiché impegnato a svolgere il suo incarico ad interim presso la Soprintendenza di Reggio Calabria. E comunque converrà con noi che è singolare che si tenga lo stesso una riunione del cd.a. senza la presenza del presidente che pure aveva sollevato una enormità di perplessità. Ma lei rettifica anche un'altra notizia: che non sarebbe cioè in corso nessun affidamento a privati di alcuni settori di Pompei. Ma allora come mai le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, Hp, Unsa, Intesa e Rsu hanno proclamato per il 23 marzo un corteo di protesta contro la privatizzazione del sito di Pompei?
Pompei, nessun affidamento di gestione ai privati né scontri col soprintendente
Il Direttore amministrativo della Soprintendenza Archeologica di Pompei, Luigi Crimaco, risponde a Riccardo Paradisi, che aveva scritto un articolo sul fatto che il Presidente della Soprintendenza Pietro Giovanni Guzzo non avesse partecipato a una seduta del CdA e che non fosse stato approvato alcun affidamento alla società Arethusa per la gestione di un settore del sito archeologico di Pompei. Crimaco sostiene che il Presidente Guzzo non ha partecipato alla seduta perché impegnato ad interim presso la Soprintendenza di Reggio Calabria.
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