Sotto accusa il cantiere Stu. Deliperi: «L'area è sottoposta a vincolo paesaggistico». Le ruspe sono al lavoro per costruire nuove ville a due passi dal mare. GOLFO ARANCI. L'avvio dei lavori di sbancamento a Baia Caddinas da parte della Stu Golfo Aranci spa, non è passato inosservato. Con le ruspe, sono arrivate puntuali anche le contestazioni delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico secondo cui sull'operazione immobiliare in atto ci sarebbero «parecchi aspetti legali e ambientali che necessitano di doverosi accertamenti». In una nota a firma del rappresentante Stefano Deliperi, le associazioni fanno sapere di aver inoltrato un esposto alle amministrazioni pubbliche (ministero per i beni e le attività culturali, ministero dell'ambiente, assessorati regionali all'urbanistica, ai beni culturali e alla difesa dell'ambiente, comune di Golfo Aranci, Soprintendenza ai beni ambientali di Sassari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e alla magistratura. Esposto relativo, appunto, ai lavori in corso per la realizzazione di un complesso edilizio di carattere residenziale e ricettivo da parte della società di trasformazione urbana Stu Golfo Aranci spa, società a capitale misto pubblico privato costituita dal Comune e da una cordata di imprese, con capofila la Pirelli Re. Gli ambientalisti sostengono che l'area è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n 422004 e successive modifiche e integrazioni), «in quanto fascia costiera con ambiti dunali e macchia mediterranea evoluta - dicono -, mentre la fascia dei 300 metri dalla battigia è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale (legge regionale 231993)». Deliperi, fa notare inoltre che nel Ppr recentemente approvato, «l'area appare ricompresa nell'ambito di paesaggio costiero 18 Golfo di Olbia». Pur essendo il Comune provvisto di Puc approvato e in vigore, per tale ambito di paesaggio costiero si applicano, a detta degli ecologisti, «le disposizioni cautelari provvisorie previste dalle norme tecniche di attuazione del Ppr. In particolare - conclude Deliperi - sembrerebbe che nella zona sia stata approvata una specifica variante al Puc sotto la vigenza della legge regionale 82004». Da qui, l'esigenza di fare chiarezza.