Un censimento on line del patrimonio artistico di cento chiese romane. Si chiama «Ildefonso Rea» il progetto ideato dalla Fondazione «Paolo dì Tarso» ed approvato lo scorso 29 luglio dal Comitato dei Ministri che permetterà di digitalizzare su internet i preziosi oggetti di arte sacra custoditi all'interno dei più celebri luoghi di culto della Capitale. «Il nostro obiettivo sarà quello di scovare una serie di opere che fino ad oggi non sono mai state catalogate. Insomma, puntiamo alla scoperta di tanti tesori sfuggiti agli storici dell'arte». A parlare è il responsabile dell'iniziativa, l'antropologo Fabio Massimo Gallo già dirigente dell'Ufficio Cultura della Chiesa di Stato, che avrà il compito di dare visibilità, con tanto di descrizione degli oggetti, a quadri, calici, crocifissi, reliquie, e pissidi e quant'altro. Dottor Gallo ci parti del progetto. «Prima di tutto il nome, in onore dell'abate di Montecassino che seppe ricostituire e conservare uno dei più grandi monumenti della storia della Cristianità. Lo vogliamo dedicare al Papa per i 25 anni di pontificato e per la sua continua azione di pace». Quali sono le ragioni dell'Iniziativa? «Molteplici. La più importante, dare la possibilità a chi ha difficoltà a viaggiare o a muoversi di ammirare gli splendidi arredi delle nostre chiese. Ma anche l'opportunità di salvaguardare una ricchezza così grande. Non a caso l'elenco dei beni censiti potranno essere visibili sia sul sito del Ministero dei Beni Culturali che su quello della Conferenza Episcopale Italiana, a disposizione dei portali di polizia, carabinieri e guardia di finanza».v Quanto costerà l'Intera operazione?v «Circa tre milioni di euro ed impegnerà 180 persone tra storici dell'arte, ingegneri, architetti, tecnici e fotografi. Il lavoro avrà inizio ad ottobre e dovrà essere terminato entro due anni. Ma già dopo cinque mesi si potranno vedere i primi risultati sul web. A tal proposito vorrei ringraziare il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani e il ministro delle Innovazioni Tecnologiche Lucio Stanca per aver apprezzato la nostra proposta». Vi fermerete qui? «Il nostro sogno è quello di promuovere la fede cristiana attraverso la bellezza del sacro. A Roma ci sono complessivamente 2000 chiese e 1500 istituti religiosi che aspettano di essere aperti al mondo».