Aderisce anche se con riserva Repetto, presidente della Provincia, e oggi passaggio delicato al Comitato portuale Firmato il protocollo che apre la strada al waterfront "PROTOCOLLO di intesa per lo sviluppo del porto e della città portuale": si intitola così il documento sotto al quale arrivano, una dopo laltra, le firme dei vertici degli enti locali, dellautorità portuale, dei sindacati e degli industriali, e che permette di avviare la ricerca dei finanziamenti per avviare quello sviluppo del bacino genovese che parte dallAffresco di Renzo Pian,o e traguarda nuovi rapporti per porto e città, senza mettere in discussione le attività produttive. LAffresco è il punto di partenza, concordano tutti, ma non partirà, comè oramai assodato, in ununica soluzione: sopra, ci sono ora i quattro pezzi di un grande puzzle, per ridisegnare il litorale di Voltri, il porto petroli, laeroporto, le riparazioni navali. Ci saranno due anni perché, su quattro tavoli tecnici, si approfondiscano fattibilità e progetti, anche e soprattutto sotto il profilo economico e finanziario. Poi, ogni pezzo approvato dovrebbe diventare variante al Piano regolatore portuale; passando però attraverso lesame del Comune e della Regione. SULLO sfondo dellAffresco di Piano si "appoggiano" quattro pezzi di un puzzle che ha due anni di tempo per comporsi, cercando soldi e studiando tecnicamente quello che si può fare, senza strangolare né il porto né la città e costruendo un futuro del massimo respiro europeo per lo scalo genovese. Arrivano di buon mattino sullantico tavolo di Palazzo San Giorgio, e sono tutte quelle attese, le firme sul protocollo di intesa "per lo sviluppo del porto e della città portuale": i tre enti locali, lAutorità portuale, i sindacati e la Confindustria. Oggi la ratifica in Comitato portuale: poi, appunto, due anni di tempo per approfondire sui tavoli di fattibilità tecnica, che avranno una sede fisica presso lAutorità portuale e lavoreranno in contemporanea, se si possa andare a costruire; e cosa. I risultati dei tavoli saranno riportati al Comitato portuale. Il consiglio comunale («quello nuovo» sottolinea Perìcu) interverrà poi con la manifestazione di intesa, poiché formalmente la variante del Prp si realizza con lintesa dellaula e con lapprovazione da parte della Regione. Voltri, porto petroli, aeroporto e riparazioni navali i quattro approfondimenti tematici. E lAffresco di Piano? Resta «progetto di riferimento complessivo e unitario, con la possibilità di apportarvi variazioni tecniche». Non tutto si realizzerà, allora? «Nemmeno se Piano o il presidente Novi fossero stati mago Zurlì, avrebbero potuto farlo», sdrammatizza Perìcu. La realtà è che la mediazione finale, quella che convince anche Alessandro Repetto (che accanto alla firma aggiunge però «con le osservazioni di cui alla lettera del 28 febbraio») è quella di accantonare lopportunità di fare ora una variante al piano regolatore portuale, che invece, dicono tutti e il presidente dellAuthority Novi per primo, andrà avanti sino alla sua piena realizzazione. La novità è questa, insiste Novi, un documento concordato che ci permette di andare avanti, di approfondire e cercare finanziamenti, «unintesa che mira al mantenimento occupazionale e allo sviluppo», ripete più volte. Il presidente della Regione Burlando giudica positivamente limpostazione, e traccia unanalogia con laccordo di Cornigliano nel dare garanzie alle parti sociali nei processi di trasformazione e sottolinea: «La difficoltà qui non è sullimpianto in quanto tale, che da noi è molto condiviso, ma sulla difficoltà operativa di realizzare questopera, mantenendo impresa ed occupazione». E «la forte valenza contrattuale del territorio», che rimarca Repetto, che insiste anche con le sue perplessità sullaeroporto («non lo nego, un punto su cui ci dovrà essere un ulteriore approfondimento e in base a questo vedremo il successivo iter procedurale»). Più facile, secondo Perìcu, la risistemazione di porto petroli e petrolchimico, vista la grande attesa per uno spostamento degli impianti. «Molto più complicato sarà il tema delle riparazioni navali, dove abbiamo delle imprese che stanno operando ed il loro spostamento dovrà avvenire senza pregiudizio della loro operatività». Annuisce Marco Bisagno, non solo presidente degli industriali ma anche imprenditore del ramo: «Questa non è la conferma dellAffresco di Piano ma è linizio di una procedura, è una sorta di "patto per lo sviluppo"». Ma è chiaro, aggiunge, «che ha un significato se è collegato col discorso delle infrastrutture, questo è il punto chiave». Sul tema delle infrastrutture ha insistito anche Antonio Graniero della Cisl, che ha parlato della necessità di un «accordo di programma». Per Walter Fabiocchi della Cgil «si tratta di una complessa operazione che viene consegnata al futuro, con una valenza di carattere nazionale», mentre per Pier Angelo Massa, segretario metropolitano della Uil è meglio «evitare leuforia dellaccordo raggiunto, anche se con la ratifica del protocollo dintesa si apre un percorso che deciderà del futuro della città e che svelerà la vocazione della politica industriale genovese».