Su futuro dellimmobile Biagi vuol aprire la discussione con i cittadini: "Diventerà parte del sistema urbano del quartiere" Il complesso era ingabbiato da dieci anni, resta da sciogliere il nodo della proprietà tra Finanza, Demanio e Palazzo Vecchio SantOrsola si sta spogliando dei suoi ponteggi. I tubi innocenti, posati sullex convento oltre venti anni fa, vengono ormai da giorni smontati dagli operai del provveditorato alle opere pubbliche. E il frutto dellaccordo con Palazzo Vecchio, che è riuscito ad ottenere dal Demanio e dallo stesso provveditorato limpegno a dare un segnale visibile che qualcosa si sta muovendo, per il futuro del complesso. Una enorme immobile, che doveva diventare la sede della Guardia di Finanza. Poi tutto si è fermato, trasformando il convento in uno scheletro nel quartiere di San Lorenzo. I lavori, decisi nel 1986, cominciati nel 1990, furono bloccati (causa fallimento della Pontello e per levidenza della scomodità per la Finanza di avere una sede in pieno centro, in un dedalo di stradine) nel gennaio del 1996. Lex convento è già nudo sulla via omonima, senza sfondo. I due piano superiori sono liberi dai tubi, con le finestre dellultimo piano aperte e quelle al secondo chiuse con mattoni rossi. Il contrasto tra il cemento grezzo, unica finitura al posto dellintonaco della pareti, e i lucidi ottoni delle grondaie e dei tubi delle acque piovane sembra una scelta architettonica: non lo è. «Abbiamo messo in sicurezza i tetti, in parte pericolanti. E installato i pluviali per consentire ai cittadini di poterci transitare senza problemi» spiegano gli ingegneri Reali e Renai del provveditorato. Per fare queste operazioni, sono stati spesi circa 80mila euro. Sul lato di via Panicale, tolti i teli che oscuravano la vista, i tubi innocenti vengono via via tolti, anche ieri erano diversi gli operai al lavoro. «Con i lavori di sicurezza, per completare tutto sarà necessario ancora una trentina di giorni» dicono dal provveditorato. Via le lamiere in alluminio, coperte da scritte, graffiti e manifesti abusivi. Cè anche una scritta azzurra: «piscioni, tornate in Africa». Basta girarsi e, sullaltro lato della strada in via SantOrsola, dove più forte è lodore di urina, un editto del 1600 ricorda che «i Capitani di Firenze» proibivano «di urinare vicino a SantOrsola». Tolti i ponteggi, rimane il futuro: cosa fare dellex convento? Prima doveva passare direttamente nelle mani del Comune, ora potrebbe rientrare nella grande partita del passaggio di proprietà della Fortezza e della Guardia di Finanza in via Valfonda. Al Comune rimane però lo strumento urbanistico per decidere cosa potrebbe diventare SantOrsola. «Discuteremo con il Demanio: ma sicuramente deve essere un pezzo del sistema urbano di San Lorenzo, dove già adesso si mischiano residenze, attività pubbliche, culturali e commerciali. Tenendo conto che aprire al pubblico i tre chiostri interni, regalerebbe alla città un grande spazio collettivo, grande quanto il mercato centrale di San Lorenzo. E cè già una attiva associazione di cittadini del quartiere, un fatto che aiuta a discutere e partecipare alle scelte su SantOrsola» dice lassessore allurbanistica Gianni Biagi. Cè anche una richiesta della Biblioteca Marucelliana per realizzare una sala lettura, nellex refettorio, lunica parte storica che non è andata distrutta nella ristrutturazione degli anni 90.