"Vogliamo giustizia" «Meglio non parlare di soldi, i proprietari non hanno rinunciato ai propri diritti»: lavvocato Ascanio Amenduni, legale dei tre quarti della proprietà del Teatro Petruzzelli, aspetta segnali da Strasburgo. Nei prossimi giorni il prefetto Carlo Schilardi comunicherà agli ex proprietari del teatro il risultato della valutazione effettuata dal Demanio. Si parla di una cifra compresa fra i 20 e i 25 milioni di euro: è lindennizzo da pagare ai Messeni Nemagna. Lattesa per capire lorientamento della Corte europea sul ricorso Lunedì il prefetto comunicherà la valutazione effettuata dal Demanio RAFFAELE LORUSSO «Meglio non parlare di soldi, i proprietari non hanno rinunciato ai propri diritti». Più che dal prefetto, lavvocato Ascanio Amenduni, legale dei tre quarti della proprietà del Teatro Petruzzelli, aspetta segnali da Strasburgo. «In questo momento - dice - ci interessa capire lorientamento della Corte europea sul ricorso contro lesproprio dellimmobile. Di cifre e di indennizzo non vogliamo parlare. Anzi, la cosa da non fare in questo momento è proprio quella di decidere». Nei prossimi giorni - con molta probabilità lunedì - il prefetto Carlo Schilardi comunicherà agli ex proprietari del teatro il risultato della valutazione effettuata dal Demanio. Si parla di una cifra compresa fra i 20 e i 25 milioni di euro: è lindennizzo che il Comune dovrà pagare ai Messeni Nemagna. «È certo - dice lavvocato Amenduni - che il prefetto si muoverà lungo binari formali. Ci sarà fatta una comunicazione e immagino che ci sarà dato il tempo per fare le nostre osservazioni. Credo, però, che questo sia un aspetto secondario. Preferiamo attendere il risultato del ricorso alla Corte europea, che ci ha già fatto pervenire i primi segnali. Qualche giorno fa ho anche inviato atti aggiuntivi per rafforzare la nostra tesi sullillegittimità dellesproprio. È chiaro che il governo ha fatto quella legge perché giudica impropria lelargizione di denaro pubblico per la ricostruzione di un bene privato. Tuttavia, cera un accordo e in questo caso il fine non giustifica i mezzi». Il braccio di ferro fra la proprietà privata e lo Stato non si spingerà fino ad ostacolare la ricostruzione. «Ci interessa affermare la titolarità sul bene nelle sedi competenti, ma la ricostruzione deve andare avanti», precisa Amenduni. Decisamente più agguerrita è laltra parte della proprietà. Dopo aver occupato il teatro, Francesco Garibaldi, figlio di Vittoria Messeni Nemagna, assicura che continuerà a denunciare in tutte le sedi il presunto illecito di cui si ritiene vittima. Qualche giorno fa sua madre ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, ipotizzando responsabilità di rappresentanti istituzionali nazionali e locali. Per questa ragione, guai a parlare di indennizzo. «La cifra di cui si vocifera - taglia corto Francesco Garibaldi - riguarda un atto illecito qual è stato lesproprio. A noi non è stato notificato nulla. Sono quattro mesi che non parliamo con nessun rappresentante delle istituzioni. Eppure il ministro Rutelli aveva detto che ci saremmo visti a Roma. Questi comportamenti sono di una gravità assoluta». Come la madre e il fratello, Francesco Garibaldi continua a vedere lesproprio come fumo negli occhi. «È stato compiuto un atto illecito - ripete - Ci sono responsabilità che dovranno essere accertate». Intanto, lesproprio. «È incostituzionale - sbotta - Non più tardi di una settimana fa, il ministro Rutelli ha ammesso che il ritardo nella comunicazione dellindennizzo era dovuto alla valutazione del marchio. Cioè, ha riconosciuto che è stata fatta una cosa che non si può fare: lesproprio di azienda». E ancora: la nomina del commissario per la ricostruzione. «È stata fatta partendo da un falso presussposto, lo stesso alla base dellesproprio - accusa - Quello, cioè, che il teatro sta per crollare. Possiamo invece dimostrare che lequilibrio statico della struttura non è a rischio. Altrimenti quando sono state fatte entrare quattrocento persone per assistere alla proiezione di un film qualcuno si è assunto grandi responsabilità. La verità è che il teatro è stato espropriato perché il governo si è reso conto che non sarebbe stato in grado di rispettare limpegno di riconsegnare il teatro ricostruito il 21 novenbre 2006, così come stabilito nella convenzione del 2002. Anche questo aspetto dovrà essere verificato dai giudici». Nonostante tutto, Francesco Garibaldi è di buon umore: «Qualche giorno fa la Cina ha riconosciuto la proprietà privata, lasciando allo stato la proprietà delle aree. La stessa situazione che permise di costruire il Petruzzelli. Che facciamo? Ce ne andiamo in Cina?».
BARI - Petruzzelli la famiglia
Il prefetto Carlo Schilardi comunicherà agli ex proprietari del Teatro Petruzzelli il risultato della valutazione effettuata dal Demanio nei prossimi giorni. Si parla di una cifra compresa fra i 20 e i 25 milioni di euro, che è lindennizzo da pagare ai Messeni Nemagna. Il legale dei tre quarti della proprietà del teatro, Ascanio Amenduni, aspetta segnali da Strasburgo sulla Corte europea sul ricorso contro lesproprio dellimmobile. Amenduni ritiene che il prefetto si muoverà lungo binari formali e che il governo ha fatto quella legge perché giudica impropria lesproprio di denaro pubblico per la ricostruzione di un bene privato.
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