L'hanno deturpata, sfregiata, danneggiata. Adesso, dopo lunghe discussioni e intoppi per tentare di restituirla agli antichi splendori, la Fontana di Giorgio De Chirico, o più correttamente la scultura "I bagni misteriosi", verrà finalmente restaurata. A presentare i nuovi lavori, con tutti gli onori, al Salone di Ferrara, domani alle 14, ci sarà l'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e il responsabile del progetto, Gianfranco Mingardi. «Ho scelto il mio restauratore personale» preannuncia fieramente Sgarbi. «Almeno di lui mi fido e grazie a lui abbiamo ottenuto un preventivo notevolmente basso. In aiuto ci è venuto anche uno sponsor privato». Sulle cifre l'assessore fa il misterioso, non si sbottona: «Tutti vogliono sapere i costi. Non dico niente. Svelerò tutto domani» dice. «Se no che senso ha fare la conferenza? Domani sanciremo tutto ufficialmente". Il complesso scultoreo, ideato da De Chirico e realizzato nel 1973 in occasione della mostra presso la Triennale di Milano "ContattoArteCittà", nel corso degli anni è stato vittima di intemperie e, ancor peggio, di atti vandalici che ne hanno compromesso la struttura originaria, situata all'esterno del Parco Sempione e costituita da una vasca di 140 metri quadrati in calcestruzzo con il bordo in blocchi di pietra di Vicenza. Sul fondo si vedono ancora le tracce di pittura gialla, stese in modo da simulare delle onde e, alsello di pietra rappresentano i personaggi: il bagnante, il nuotatore, il cigno, il trampolino, il pesce, il sole la cabina e la palla. In origine avrebbe dovuto rimanere lì solo per la durata dell'esposizione. Mentre tutte le altre opere vennero rimosse, la Fontana entrò a far parte del patrimonio cittadino. Purtroppo i materiali delicati e le condizioni ambientali non hanno favorito la buona conservazione dei Bagni Misteriosi. Gli atti vandalici da parte dei frequentatori del parco, poi, non sono mancati: dalla rottura dell'arto del Nuotatore a quella del collo del Cigno. Le figure del Nuotatore e del Bagnante al momento si trovano all'interno della Triennale, separati, dopo il primo intervento di manutenzione del 1997, dal complesso voluto da De Chirico. Già l'anno scorso l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi aveva promesso: «Il restauro partirà». E così è stato. I dettagli verranno esposti domani a Ferrara, nel corso di una tavola rotonda che aprirà il Salone del Restauro. «I lavori devono partire subito» sostiene. «Se fossi io il restauratore ci metterei 45 mesi, bisogna vedere quanto dureranno. Comunque, l'opera tornerà alla sua composizione e colorazione originarie. Per l'occasione ho convocato anche Giulio Macchi, che insieme a De Chirico curò quella mostra del 1973. Adesso è anziano, ma ci tenevo alla sua presenza, è molto significativa». L'intervento si preannuncia impegnativo: dalla rimozione dei depositi superficiali a quella delle stuccature di restauri precedenti alteratesi, dalla pulitura delle superfici con impacchi di polpa di cellulosa e ammonio bicarbonato ai trattamenti con applicazione di sostanze biocide per la disinfestazione e prevenzione da attacchi biologici. Inoltre, il restauro prevede un trattamento consolidante dei fenomeni di decoesione dei materiali costitutivi e il risarcimento delle parti mancanti e delle lacune con impasto composto da inerti analoghi a quelli originali, oltre alla stesura del protettivo finale. Già. Perché, posta l'opera al sicuro dalle gringie dei vandali nel recinto della Triennale, il problema del futuro saranno le intemperie. Bisognerà decidere se coprire I Bagni Misteriosi con una tettoia o lasciarla all'aperto in attesa del prossimo restauro.
Dopo trent'anni di abbandono salvano i Bagni di De Chirico
L'opera "I bagni misteriosi" di Giorgio De Chirico, una scultura del 1973, verrà restaurata dopo anni di discussioni e intoppi. Il restauro sarà presentato al Salone di Ferrara domani alle 14 con l'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e il responsabile del progetto Gianfranco Mingardi. La scultura, situata all'esterno del Parco Sempione, è stata danneggiata da intemperie e atti vandalici, che hanno compromesso la sua struttura originaria. Il restauro prevede la rimozione dei depositi superficiali, la pulitura delle superfici e il trattamento con sostanze biocide. L'opera tornerà alla sua composizione e colorazione originarie.
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