Una dote di 1,2 miliardi destinata prevalentemente ai beni culturali, all'istruzione e alla beneficenza. Oltre 25mila interventi finanziati, il 73,9 dei quali di importo uguale 0 inferiore a 25mila euro (contro un ammontare medio, per delibera, di 47mila euro). Erogazioni pluriennali in calo dal 15 al 10,5 del totale degli impegni di spesa assunti. Questi alcuni tratti dell'attività erogativa delle 88 fondazioni di origine bancaria che emergono da un'indagine condotta dal Sole-24 Ore sui bilanci 2005 degli enti, a disposizione sul sito internet www.acri.it. Dei venti settori di attività assegnati alle fondazioni dalla legge 44801 (all'interno dei quali cinque possono essere scelti come «rilevanti» e altri sono semplicemente «ammessi»), quelli che riscuotono meno successo sono la protezione dei consumatori, il recupero dei tossicodipendenti e i disturbi psichici (in tutto 3,7 milioni), la religione e lo sviluppo spirituale, i diritti civili, la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica (che ottengono meno di 16 milioni di euro, considerando anche le erogazioni nel settore «famiglia e valori connessi» ). Il settore prediletto dalle Fondazioni resta quello dell'arte e dei beni culturali, che assorbe un terzo delle risorse erogate. Quindici fondazioni stanziano in questo campo oltre il 50 dei fondi. Seguono l'educazione, la ricerca e il volontariato. Quest'ultimo settore passa al secondo posto se si considerano tra le delibere di spesa del 2005 i 73,8 milioni destinati ai Centri di servizio per il volontariato (legge 26691) e i 68 milioni stanziati a favore della neonata Fondazione per il Sud. È la ricerca scientifica e tecnologica ad attrarre le erogazioni di importo medio più elevato (97mila euro): in testa, per risorse impiegate, la Fondazione Cariplo e la Compagnia di San Paolo. L'ente che destina la percentuale maggiore di risorse a questo settore (il 66 dell'erogato) è la Fondazione Cassa di risparmio di Puglia. Superano gli 80mila euro, in media, anche gli interventi destinati alla salute pubblica e allo sviluppo locale. L'analisi dei bilanci rivela che a concentrarsi sulle delibere di importo più basso, di poche migliaia o a volte centinaia di euro, sono le fondazioni più piccole (il numero delle erogazioni sotto i 5mila euro, per questa classe di enti, raggiunge il 16t mentre si attesta allo 0,8 per le grandi fondazioni). Su 210 erogazioni deliberate nel 2005 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, 122 (il 58,1) non raggiungono i 5mila euro, e due soli progetti (nel campo protezione e qualità ambientale) arrivano a 100mila euro. «La nostra città spiega Pier Luigi Boni, segretario generale della Fondazione toscana ha un reddito medio pro capite simile a quello di Ragusa. E quindi necessario accogliere anche le richieste di finanziamento di piccole associazioni per interventi diffusi». Nel settore dell'assistenza sociale, i bilanci delle fondazioni presentano spesso erogazioni di importo unitario molto limitato, destinate a famiglie in difficoltà. La Fondazione Banca del Monte e Cassa di risparmio di Faenza, ad esempio, ha destinato 55mila euro a un progetto di sostegno delle donne separate con figli 0 di madri nubili, in collaborazione con il Comune: l'importo massimo di ogni contributo è stato fissato in mille euro. «È un'attività che finanziamo dal 2003 spiega dalla segreteria dell'ente Matteo Zauliper venire incontro a bisogni urgenti e imprevisti delle donne sole, con erogazioni una tantum che possano aiutarle a far fronte, almeno all'inizio, ai costi dell'affitto o della baby sitter». Un'iniziativa simile si ritrova nel bilancio dell'Istituto Banco di Napoli: 93.100 euro suddivisi tra 124 «persone fìsiche bisognose» (mediamente, 750 euro a testa). «Siamo una delle poche Fondazioni del Mezzogiorno spiega il responsabile contabilità e bilancio Aldo Saini e dobbiamo far fronte con risorse limitate a un'infinità di bisogni. Spesso poi aggiunge i contributi della Fondazione fanno da volano ad altri interventi, perché noi mettiamo a disposizione una parte dei fondi, e altri enti provvedono al resto». La varietà dei settori assegnati dalla legge alle fondazioni può causare dispersione di risorse: la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ha deliberato nel 2005 interventi per un milione e mezzo di euro, suddividendo questo importo per 11 settori, ai quali ha destinato in qualche caso poco più di 10mila euro. Alla prevenzione e alla cura dei disturbi psichici, un campo nel quale la fondazione emiliana è una delle poche a intervenire, sono stati destinati solo 15mila euro. «Abbiamo in animo progetti più consistenti assicura il segretario generale Pietro Pranzo ma se concentrassimo molte risorse su pochi progetti, finiremmo per non sostenere iniziative che sono meritevoli». Sulla stessa linea d'onda il direttore generale dell'Acri, Stefano Marchettini: «Le erogazioni di importo inferiore a 5mila euro, pur essendo numerose spiegaincidono solo per il 2 della spesa totale delle fondazioni. Se i piccoli contributi si iscrivono in una strategia dell'ente per il sostegno del territorio, ben vengano. In generale, comunque conclude Marchettini c'è una tendenza delle fondazioni ad approfondire le attività nei settori strategici e a ridurre il localismo. A questo servirà anche la Fondazione per il Sud, creata nel 2006».