L'appuntamento per i vari comitati che in questi anni sono sorti in Toscana per protestare contro l'avanzata del cemento (oltre una trentina) è per domenica (25 marzo) a Fiesole. Lì nascerà, su proposta del professore Asor Rosa, un coordinamento regionale e toccherà allo stesso storico della letteratura italiana prenderne la guida. Lo scopo, dichiarato (ieri sul Corsera c'era un'intervista al professore), è di far capire alla Toscana, e per primi ai suoi amministratori che «l'integrità del territorio può diventare un modello di sviluppo completamente diverso». Mentre invece con la logica delle villette non si va da nessuna parte. Concetti che già sabato sulla prima pagina dell'Unità aveva spiegato Vittorio Emiliani. Sia Asor Rosa sia Emiliani mettono sotto accusa il governo del territorio della Regione che assegna ai Comuni la prima e principale responsabilità in materia di tutele. Comuni che per i comitati anti-cemento sono troppo "deboli" per resistere alle pressioni delle lobby immobiliari. La soluzione quindi starebbe in un accentramento delle scelte. Ed è questo il punto su cui la Regione non è d'accordo. «Sull'esigenza di tutela - dice il presidente Claudio Martini, che annuncia che oggi sarà a Strasburgo per proporre Firenze, dove nel 200 fu firmata la Convenzione europea del paesaggio, come sede (alla villa Medicea di Careggi) del suo centro - siamo concordi, ma ci sono due visioni sul come». Perché sugli episodi che hanno scatenato le proteste, da Monticchiello in poi, Martini ricorda che si tratta di progetti approvati anni addietro «dell'epoca in cui tutto il controllo era concentrato in Regione» con la commissione regionale territorio-ambiente che aveva il compito di dare o non dare il benestare agli insediamenti. Ripercorrere quelle strada o peggio portare tutto a Roma per Martini sarebbe «pericoloso». Anche perché, ricorda, chi in questi anni ha investito molte risorse proprie per la difesa dell'ambiente e del territorio sono stati proprio i Comuni. «Hanno fatto rinascere borghi medievali, posto vincoli nelle colline, rifatto piazze e strade. E se non lo avessero fatto loro chi l'avrebbe mai potuto fare. Le soprintendenze?». Quanto al nascente supercomitato toscano Martini si dice disponibile al dialogo «se non c'è volontà di darci una spallata politica è possibile costituire un'alleanza più vasta per la tutela del paesaggio. L'importante è che non sia un dialogo fra sordi». Magari già dal giorno dopo Fiesole. Visto che lunedì prossimo (26 marzo) l'Istituto italiano di scienze umane (Fondazione Sum) e la Regione hanno organizzato un convegno in cui si incontreranno politici (tra gli altri Martini, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e l'assessore regionale all'urbanistica Riccardo Conti), ambientalisti (come Roberto Della Seta, presidente di Legambiente) e urbanisti (da Vincenzo Campos Venuti a Vezio De Lucia).