Il monumento verrà realizzato della stessa altezza e delle stesse misure progettate dal maestro Ai primi di maggio verrà consegnato il progetto definitivo Una sola modifica -------------------------------------------------------------------------------- Con un ritardo di sei anni, rispetto allapprovazione del progetto preliminare firmato nel 2001 dal soprintendente ai monumenti di allora, Mario Lolli Ghetti, i primi di maggio sarà consegnato il progetto definitivo della struttura. «Che resta assolutamente uguale a quella progettata a suo tempo» dichiara lattuale soprintendente ai monumenti Paola Grifoni. Fronte della copertura su via Castellani largo 29,95 metri e alto 23,61 metri, che si riduce sulla facciata delluscita degli Uffizi a 14,55 metri di larghezza con un altezza di 19,50 metri. Una superficie irregolare, trapezoidale, che si apre a raggiera verso lex cinema Capitol. Dal 1 febbraio di questanno - data della ripresa dello studio per approntare gli ultimi passaggi del progetto - negli uffici tecnici della soprintendenza si sono tenuti vari incontri tra i funzionari e i responsabili italiani dellarchitetto Isozaki per definire tutti i particolari della loggia: verifiche di appoggio dei quattro pilastri e misure. Si riparte, aspettando il progetto esecutivo, ultimo vero passaggio per avviare la realizzazione della contestata struttura, vittima di rinvii e furiose polemiche nella storia della città. E se il 2003 doveva essere la data di inaugurazione, secondo il cronoprogramma dei Nuovi Uffizi presentato nel 2000 dallallora ministro dei Beni culturali Giovanna Melandri, quanto dovremo ancora aspettare per vedere la loggia Isozaki pronta? «Stiamo lavorando non solo per definire gli ultimi particolari della copertura, ma anche per inserire il cantiere e lappalto in contemporanea agli altri interventi degli Uffizi sul lato di piazza del Grano - precisa la soprintendente Grifoni - In definitiva lappuntamento per tutti i Nuovi Uffizi resta fissato al 2010». La loggia non sarà quindi un lotto di lavori separato, ma contestuale agli altri interventi per realizzare i collegamenti degli ascensori e delle scale sul lato di levante della Galleria. Una razionalizzazione del cantiere che prevede tra laltro lo smontaggio della gru su piazza del Grano, per edificare i pilastri di sostegno della copertura sulla rampa. Nessuna variante, o arretramento o riduzione delle altezze: la struttura riprende il suo posto comera stata ideata. Pensata da Isozaki come il prolungamento ideale della Loggia dei Lanzi, unulteriore piazza coperta, un passaggio di comunicazione, di transito dei visitatori in uscita dal museo, di sosta per i fiorentini che ospiterà sotto al lucernario trasparente alcune sculture antiche. Un pezzo di museo allaperto come la Loggia dei Lanzi, appunto. «Con lunica novità di una soluzione tecnica per lappoggio del pilastro anteriore sul lato della Biblioteca Magliabechiana - aggiunge Grifoni - Nel sottosuolo cè un tratto dellantica cerchia muraria, e stiamo pensando di far cadere il pilastro su una sorta di sella o ponte metallico che scavalca il reperto, che resterà così visibile con accesso attraverso un cavedio». Tutto qui. I famosi reperti archeologici, ritenuti nel 2004 dal ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, di «fondamentale importanza» per la storia della Firenze medievale, restano schedati, fotografati e ben sepolti al loro posto sotto al selciato della piazza. E non modificano in nulla le misure della loggia. E si archivia anche il polverone mediatico scatenato da Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario del ministro Urbani dal 2001 al 2002, che bocciò categoricamente la struttura a travi longitudinali giudicandola a più riprese «un orrore», «una rete da materasso», «una scatola di sardine». Una serie di note a cui larchitetto Arata Isozaki non ha mai risposto, scegliendo un atteggiamento di silenziosa attesa che oggi sembra dargli ragione, secondo la migliore tradizione orientale dellosservare gli eventi con distacco. Ed è con lo stesso diplomatico riserbo che non ha mai risposto allo stop definitivo dato al suo progetto da Urbani a ottobre del 2004 con una lettera la sindaco Leonardo Domenici, al soprintendente Antonio Valentino (nel dicembre del 2002, quando Sgarbi infiammava la rivolta) che gli chiedeva di ridurre vistosamente le dimensioni della loggia fino a farne una pensilina; non ha risposto al montare delle polemiche, mostrandosi al contrario disponibile a trattare ma non a modificare il suo progetto. Finché il nuovo ministro Francesco Rutelli a novembre dello scorso anno non ha dato una svolta decisiva alla vicenda, rimettendola in marcia.
FIRENZE. Si farà la loggia originale: dopo 6 anni di polemiche vince Isozaki
Il progetto della loggia Isozaki per i Nuovi Uffizi è stato approvato e il progetto definitivo sarà consegnato il 1 maggio. La struttura, alta 23,61 metri, copre un largo 29,95 metri e si apre a raggiera verso il cinema Capitol. La loggia è stata progettata dallarchitetto Arata Isozaki e riprende il suo posto come un prolungamento ideale della Loggia dei Lanzi. La struttura sarà realizzata in contemporanea agli altri interventi degli Uffizi sul lato di piazza del Grano. La loggia non sarà un lotto di lavori separato, ma sarà contestuale agli altri interventi per realizzare i collegamenti degli ascensori e delle scale sul lato di levante della Galleria.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo