Aumentano gli spettatori, ma anche i debiti. Si riducono le sovvenzioni e così pure i cartelloni. E lEti potrebbe cedere il Duse -------------------------------------------------------------------------------- Un bolognese su cinque va a teatro: «spesso» o «qualche volta», ma ci va. A differenza delle sale cinematografiche, i teatri bolognesi non hanno perso pubblico. Secondo i dati dellOsservatorio Regionale sullo Spettacolo, nel 2005 gli spettatori della prosa in Emilia Romagna sono anzi aumentati del 15 per cento rispetto allanno precedente. Ma assieme agli spettatori, sono aumentati anche i debiti. E a Bologna si sono contratti anche i cartelloni teatrali. Gli spettatori ci sono, aumentano, ma non rappresentano una risorsa sufficiente. I soldi pubblici diminuiscono o, nella migliore delle ipotesi, non aumentano. Ai teatri si chiede di reinventarsi i bilanci o, meglio ancora, produrne di più creativi. E, per la prima volta a Bologna, la sofferenza economica si accompagna a una percezione di instabilità. Per cominciare, qual è il teatro più frequentato della città? Secondo lo studio del Medec sui consumi culturali in provincia di Bologna (novembre 2006), è il teatro Duse, con una percentuale del 27,5 per cento degli intervistati. Al secondo posto vi è il Teatro delle Celebrazioni, con il 25,9 per cento. Al terzo lArena del Sole con il 21,6 per cento. Secondo questi dati, i due teatri più seguiti dal pubblico sono anche quelli la cui offerta costa di meno al Comune e alla Regione, e che non svolgono attività di produzione. Ma vi sono anche i dati diffusi dal Giornale dello Spettacolo. Diversi. Nella classifica per spettatori dei teatri con oltre 900 posti, relativa al periodo da luglio 2006 a febbraio 2007, il Duse (1.011 posti), è 18 con 46.106 spettatori in 80 recite; 576 a recita, teatro riempito al 57 per cento. Nella classifica dei teatri da 500 a 900 posti, la sala grande dellArena del Sole (900 posti) è 6, con 40.679 spettatori in 75 recite; 542 a recita, teatro riempito al 60 per cento. Nella classifica generale (indipendentemente dalla capienza) il Duse è al 24 posto, lArena al 26, il Teatro delle Celebrazioni (966 posti) al 35 con 31.339 spettatori in 60 recite, 522 spettatori a recita, teatro riempito al 54 per cento. Se si considerano gli incassi, la classifica si ribalta: gli incassi più alti sono delle Celebrazioni, poi lArena, infine il Duse. Senonché il futuro del Teatro Duse, il maggior teatro di Bologna per capienza e numero di spettatori, non è affatto certo. Lo statuto dellEti (lEnte Teatrale Italiano, che lo Stato ha finanziato nel 2005 con 9 milioni) prevede la progressiva dismissione dei teatri gestiti dallEnte, tra i quali il Duse; lorientamento del Ministero sarebbe la cessione delle sale attraverso un percorso condiviso con gli enti locali. Ne è già stata data comunicazione ai rappresentanti sindacali. Se succede, chi rileva affitto e programmazione, e con che risorse? Su Teatri di Vita - che Angelo Guglielmi giudica «irrinunciabili» - pesa un forte debito: in virtù della convenzione tra Regione e Comune, la prima si è impegnata a intervenire a sostegno dellinvestimento di Palazzo dAccursio ad abbattimento del debito. Dovrebbe accadere in sede di approvazione di bilancio, ma la certezza non cè. Fatte le proporzioni è lArena del Sole, e non il Duse, il teatro più riempito. Ed è anche il primo teatro di produzione della città: nel 20062007 ha realizzato gli allestimenti de Le storie del Signor Keuner di Moni Ovadia, Il Padre con Umberto Orsini, Sei personaggi in cerca di autore, diretto da Nanni Garella, Stella Rossa con Vito, Autostrada di Gozzi, Fois e Lucarelli... E il più finanziato (terzo in Emilia Romagna): circa due milioni lanno da Stato (965mila), Regione (324mila) e Comune (629mila più 20mila dopo la fusione con Tne-Moline). Chi soffre di un evidente sottofinanziamento ministeriale è Teatri di Vita, finanziato come compagnia con 33mila euro (5mila in meno rispetto al 2005); ma la sua attività di produzione (Il ritorno al deserto di Koltès, Il frigo di Copi, Le serve di Goldoni alla Biennale di Venezia) e programmazione è riconosciuta da Regione (50mila euro) e Comune (120mila). Dallo Stato ricevono di più il Teatroaperto Dehon (60mila euro), Gruppo Libero (62mila) e Teatrino Clandestino (56mila). È indebitato anche il Teatro Ridotto. Ha ridimensionato la sua attività il teatro Dehon. Palcoreale, lo spazio di Elsinor in via Santa Caterina, è chiuso dal 2005. La Soffitta, il cartellone universitario, ha ridotto le sue proposte. Il Teatro Sanleonardo non svolge più attività di programmazione, ma è anche vero che la Scuola di Teatro di Bologna ha una sede finalmente adeguata. I teatri di Bologna sono in crisi? «No, è una fase di assestamento conseguente a una crescita troppo rapida rispetto alle risorse», risponde Stefano Casi, direttore di Teatri di Vita. Che invita a guardare fuori porta: ad esempio al consolidamento dellItc di San Lazzaro. Sì, «la prosa pura è in difficoltà», ammette Paolo Cacchioli, direttore dellArena del Sole, «perché non cè stata una vera crescita di pubblico». Però «si stanno costruendo nuove relazioni tra i gruppi e i teatri, si affacciano nuove realtà interessanti: Teatrino del Giullare, Laminarie, Clandestino, Ariette...». Il bilancio è in pareggio, né crisi né crescita: sofferenza.
BOLOGNA - Mezzo pieni, cioè mezzo vuoti teatri sempre sullorlo della crisi
A Bologna, il teatro Duse è il più frequentato, con il 27,5% degli intervistati. Secondo i dati del Medec, il teatro è anche quello con l'offerta più economica. Ma il futuro del Duse è incerto, poiché lo Stato ha deciso di cedere i teatri gestiti dall'Ente Teatrale Italiano (Eti) e il Duse potrebbe essere ceduto. Il teatro ha un forte debito e la Regione si è impegnata a intervenire a sostegno dell'investimento di Palazzo d'Accursio. L'Arena del Sole è il teatro più riempito e finanziato, con circa due milioni di euro all'anno.
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