«Ho bisogno di soldi. Mia moglie è morta da poco e io ho un figlio da crescere. Per questo volevo vendere quei bassorilievi che avevo a casa da cinquant'anni, da quando li trovò mio padre...». Così, ieri, un contadino in pensione di 66 anni si è giustificato con i carabinieri che gli hanno sequestrato due lastre funebri in marmo, risalenti alla prima età imperiale romana, fra il 50 e il 70 dopo Cristo, trovate nel giardino della sua villetta in via Ardeatina. Pezzi di grande valore, valutati circa 200 mila euro l'uno, che presto dovrebbero essere consegnati al museo della Soprintendenza archeologica. A scoprirli sono stati i militari della stazione Monte Mario, da qualche giorno sulle tracce dei bassorilievi dopo aver ricevuto la notizia che qualcuno era intenzionato a venderli a un mercante d'arte. I carabinieri, guidati dal maresciallo Ciro Perna, si sono messi sulle tracce del misterioso venditore che è stato presto rintracciato. Nella sua abitazione gli investigatori hanno recuperato i bassorilievi nascosti sotto una tettoia accanto alla costruzione. «La legge lo avrebbe premiato - precisano i carabinieri - quel contadino avrebbe potuto ricevere una ricompensa di almeno 80 mila euro in contanti se solo ci avesse avvertito di aver trovato i reperti. Ma è stato ingordo...». Il pensionato, G.F., è stato denunciato a piede libero per ricettazione e violazione della legge che salvaguarda i beni archeologici. Le lastre, raffiguranti un giovane con due donne e due donne con un uomo, sono state esaminate da un funzionario della Soprintendenza. I reperti, in buono stato di conservazione, potrebbero essere collocati all'epoca degli imperatori Claudio e Nerone. Dagli accertamenti è anche emerso che quella parte di via Ardeatina è realmente vicina al tracciato dell'antica «consolare» dove si trovavano ville e tombe. E i bassorilievi, infatti, potrebbero raffigurare persone importanti, defunte. «Un po' come le fotografie dei nostri cari apposte sulle tombe di oggi», commentano gli investigatori. Nel corso della perquisizione della villetta i carabinieri, che non escludono che il contadino possa anche aver agito in buona fede, non hanno trovato altri reperti antichi. Le lastre, che misurano 180 centimetri per 70, non erano comunque destinate al mercato estero. «Voleva venderle al più presto, senza prestare troppa attenzione all'acquirente, ma non sappiamo ancora per quale cifra - concludono gli investigatori - è difficile pensare che dietro al contadino ci fosse un'organizzazione specializzata nella compravendita clandestina di opere d'arte e reperti archeologici sia in Italia che in altri paesi». Nei prossimi giorni sui due bassorilievi verranno svolti altri accertamenti per scoprirne la reale provenienza e stabilire se nella stessa zona di via Ardeatina siano stati effettuati analoghi ritrovamenti negli anni passati. Intanto le lastre funebri sono state prese in consegna dai carabinieri. Il decreto legislativo 422004 prevede una cospicua ricompensa per chi trova reperti archeologici e ne segnala il recupero alle autorità. Il ministero dei Beni e Attività culturali corrisponde infatti un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate: a) al proprietario dell'immobile dove è avvenuto il ritrovamento; b) al concessionario dell'attività di ricerca, ai sensi dell'articolo 89; e) allo scopritore fortuito che ha ottemperato agli obblighi previsti dall'articolo 90. «Il proprietario dell'immobile che abbia ottenuto la concessione prevista dall'articolo 89 ovvero sia scopritore della cosa», inoltre, «ha diritto ad un premio non superiore alla metà del valore delle cose ritrovate». «Nessun premio spetta» invece «allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore». E infine, «il premio può essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate. In luogo del premio, l'interessato può ottenere, a richiesta, un credito di imposta di pari ammontare».
I bassorilievi funebri? In casa del contadino. Recuperati ali'Ardeatino. Ho un figlio da mantenere, volevo venderli
Un contadino di 66 anni è stato arrestato dai carabinieri per aver sequestrato due lastre funebri in marmo, risalenti al 50-70 d.C., trovate nel suo giardino in via Ardeatina. Le lastre, valutate 200 mila euro l'una, sono state recuperate dalla sua abitazione dopo aver ricevuto la notizia che qualcuno era intenzionato a venderle a un mercante d'arte. Il contadino avrebbe potuto ricevere una ricompensa di 80 mila euro se avesse segnalato il ritrovamento, ma è stato denunciato per ricettazione e violazione della legge che protegge i beni archeologici. Le lastre sono state esaminate e potrebbero raffigurare persone importanti defunte.
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