Che ci azzecca Silvestro Lega con Guglielmo Marconi, o Pellizza da Volpedo con James Watt? Un filo rosso c'è, e corre dimenticato attraverso le sale del Museo della Scienza di via San Vittore. Che è frequentatissimo per le sue raccolte di settore, sempre più gettonate grazie a continue esposizioni e attività di divulgazione. Ma potrebbe diventare una star a tutto tondo se rivelasse un tesoro nascosto, che possiede e non può mostrare: la sua raccolta d'arte, il suo «museo invisibile». Lecito domandarsi le ragioni di quella che può sembrare a tutta prima un'anomalia: la presenza di opere d'arte in una galleria a vocazione tecnica. «La contraddizione è solo apparente chiarisce il direttore, Fiorenzo Galli . Il museo è un punto d'incontro di abilità d'ogni genere e comprende tutti i modi di esprimersi dell'essere umano: il personaggio di Leonardo a cui è dedicato, con la sua poliedricità, è proprio il simbolo dell'eterno legame arte-scienza». Certo, rispetto ad altre istituzioni simili, il Museo si trova in una situazione di unicità: già il sito di pregio che occupa, il monumentale complesso cinquecentesco del monastero degli Olivetani, suggerisce un'inclinazione alla storia e al bello. Molti degli oggetti che custodiamo rappresentano il connubio tra arte e tecnica, tra bisogno materiale e volontà estetica», prosegue il direttore. La raccolta artistica vera e propria, curatrice Laura Ronzon, ha due nuclei principali: una cinquantina di dipinti antichi in deposito da Brera, in gran parte esposti, e un «cuore» di pittura italiana dell'Ottocento e del primo Novecento di alta qualità, frutto delle donazioni di illuminati collezionisti. Amara realtà, questi dipinti non sono visibili da più di dieci anni, ben protetti nel caveau di una banca. «I vecchi spazi espositivi non sono a norma spiega Galli . Abbiamo un grave problema di conservazione in sicurezza e in adeguate condizioni ambientali: dovrebbe essere predisposta una nuova area, ma i fondi sono limitati e le priorità infinite». In queste condizioni si verifica una contraddizione assurda: capolavori come «I fidanzati» di Silvestro Lega o «La processione» di Giuseppe Pellizza da Volpedo vengono ammirati in giro per il mondo, in prestito a mostre e musei, ma sono negati alla vista dei milanesi. Nella direzione della valorizzazione di collezioni private o «nascoste» vanno anche le mostre recenti del Museo Poldi Pezzoli. «È importante, per condividerli con il pubblico e per rispetto alla generosità dei donatori, che questi patrimoni siano esposti commenta il direttore Annalisa Zanni . La prima tappa può essere una rassegna temporanea, con lo scopo di creare poi esposizioni permanenti, in un gioco di squadra a cui possono collaborare sia istituzioni pubbliche sia private». Accende la speranza in questo senso l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. «Sono al corrente della situazione conferma . Verificherò di persona la consistenza del patrimonio artistico del Museo della Scienza e poi si potrà pensare a una mostra temporanea in una sede adeguata, come Palazzo Reale o la Rotonda Besana. Per il futuro, il luogo espositivo stabile e naturale è il Museo della Scienza stesso». Già, ma i finanziamenti per i lavori di adeguamento scarseggiano. «Beh, potremmo anche pensare a dare un aiuto si lascia scappare l'assessore . In fondo, i muri sono nostri...». Effettivamente l'intero immobile, parte antica e moderna, è di proprietà del Comune. Che con questa operazione segnerebbe un bel punto a vantaggio proprio e dell' intera città.
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Il Museo della Scienza di via San Vittore a Milano ha una raccolta d'arte nascosta, che comprende opere di artisti come Silvestro Lega e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il direttore Fiorenzo Galli spiega che la raccolta è un punto d'incontro di abilità d'ogni genere e comprende tutti i modi di esprimersi dell'essere umano. La raccolta artistica vera e propria è curata da Laura Ronzon e comprende dipinti antichi e opere di pittura italiana dell'Ottocento e del primo Novecento. I dipinti non sono visibili da più di dieci anni a causa di problemi di conservazione e sicurezza.
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