Adesso il Comune deve decidere se presentare ricorso al Tar TRIESTE II documento ufficiale non c'è ancora, ma il verdetto è già arrivato: il ministero dei Beni culturali, riferisce l'assessore comunale all'urbanistica Bucci, ha detto no all'abbattimento della Sala Tripcovich. Il Comune si era appellato a Roma contro il vincolo posto sull'edificio dalla Direzione regionale (l'ex Sovrintendenza). Ma la commissione ministeriale ha ribadito che l'ex stazione delle corriere costruita nel 1935 su progetto di Umberto Nordio non va rasa al suolo, come auspicavano invece tanto il sindaco Dipiazza quanto Bucci stesso. In piazza dell'Unità non hanno ancora deciso il da farsi: esiste la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato o al Tar, precisa Bucci, «ma la valuteremo assieme al sindaco». Da Roma la risposta al Comune che aveva chiesto di abbattere la struttura e trasferire l'attività teatrale al Silos II ministero: non demolite la Tripcovich Congressi all'ex Pescheria: Piero Camber (Fi) boccia la proposta di Dipiazza di Paola Bolis II documento ufficiale non c'è ancora, ma in via informale il verdetto è già arrivato: il ministero dei Beni culturali, riferisce l'assessore comunale all'urbanistica Maurizio Bucci, ha detto no all'abbattimento della Sala Tripcovich. Il Comune si era appellato a Roma contro il vincolo posto sull'edificio dalla Direzione regionale (l'ex Sovrintendenza). Ma la commissione ministeriale ha ribadito che l'ex stazione delle corriere costruita nel 1935 su progetto di Umberto Nordio non va rasa al suolo, come auspicavano invece tanto il sindaco Roberto Dipiazza quanto Bucci stesso. In attesa dell'ufficializzazione della notizia, in piazza dell'Unità non hanno ancora deciso il da farsi: esiste la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato o al Tar, precisa Bucci, «ma la valuteremo assieme al sindaco». L'opinione dell'assessore peraltro è nitida. «Troppo spesso la logica cozza contro una stregua difesa di situazioni, prendiamone atto», dice Bucci ricordando il «progetto complessivo» pensato dal Comune per quell'area: demolizione della Tripcovich, restauro dell'ingresso monumentale in Porto vecchio («già previsto da un accordo con l'Authority»), una definizione complessiva degli spazi che avrebbe «ridato luce e dignità a piazza della Libertà e allo stesso ingresso al centro città». Va detto che sul destino della Tripcovich le posizioni di centrodestra e centrosinistra sono frastagliate: nella stessa maggioranza tanto il capogruppo di Forza Italia Piero Camber quanto An con la capogruppo Alessia Rosolen si sono detti da tempo contrari all'abbattimento dell'edificio. Opporsi ancora al vincolo, dunque, o accettare la decisione di Roma? Nella valutazione da parte di Dipiazza e Bucci rientreranno ora in gioco le diverse posizioni dei partiti, ma anche i nuovi scenari che si sono prospettati nel dibattito sull'ubicazione del centro congressi e più in generale sul futuro delle Rive. Piero Camber per esempio interpreta l'impossibilità di demolire l'ex autostazione come elemento a supporto di quella che per il palacongressi resta la sua indicazione: «L'unica soluzione reale, concreta e realizzabile in tre anni resta il centro congressi al Silos». La struttura potrebbe trovare ulteriori spazi attrezzati nella Sala Tripcovich: sorgerebbe lì dunque il nuovo polo congressuale, all'interno peraltro - fa notare l'azzurro - di un Silos nel quale secondo il progetto presentato dal gruppo Unieco i congressisti troverebbero albergo, ristoranti, servizi. E certo del Silos si parlerà - probabilmente giovedì - nella seduta del consiglio comunale con all'ordine del giorno anche la discussione sulle Rive. L'appuntamento, in origine richiesto da tutte le forze politiche con l'obiettivo dichiarato di restituire all'aula il compito di dettare gli indirizzi in materia di urbanistica, è stato fortemente ridimensionato nel suo significato: Forza Italia e Lista Dipiazza hanno ritirato le proprie firme in calce alla richiesta, decretando cessata l'emergenza del progetto Magazzino vini con il passo indietro compiuto dalla Fondazione CR-Trieste, che su richiesta del sindaco ha rinunciato al previsto palacongressi. Un dietrofront vistoso, quello degli azzurri e dei «civici» di Dipiazza. An e Udc infatti continuano a chiedere un dibattito sul futuro delle Rive, guardando a Palazzo Carciotti quale nuova sede del palacongressi. Lista Dipiazza e Forza Italia, dribblando la soluzione Carciotti (per la quale tifa però il leader azzurro Bruno Marini), annunciano una proposta complessiva di concerto con il primo cittadino. Si profilano così due documenti distinti, An e Udc da una parte e «civici» e azzurri dall'altra, oltre a un terzo firmato dall'opposizione. Ma dall'Udc Roberto Sasco, in previsione di una riunione dei capigruppo di maggioranza in programma stamane, sostiene di voler ricucire lo strappo. «Ricordo che la posizione di An e Udc - no al palacongressi sul Magazzino vini - era stata condivisa da tutti. Ora dobbiamo evitare uno scontro frontale con Lista Dipiazza e Forza Italia». Sasco invita la maggioranza a provarsi nel compito di cercare una sintesi prima del consiglio comunale di giovedì, ribadendo però che «all'aula non si può togliere il ruolo importante di indirizzo generale sulla base del quale il sindaco si possa muovere». E intanto Sasco ammonisce: occorre «rispondere alle categorie econo-miche che chiedono di decidere in tempi ragionevoli». Frenando nuovamente il dibattito «Forza Italia si contrappone alle categorie», dice Sasco esortando la maggioranza ad assumere una direzione precisa, «perché su questo si gioca buona parte della credibilità del centrodestra cittadino». «Non dicano a noi che freniamo sui tempi, erano state proprio Forza Italia e Lista Dipiazza a dire sì al progetto Magazzino vini, altri si sono opposti facendoci ricominciare daccapo», replica Camber nel ping-pong delle responsabilità. E intanto le posizioni restano lontane: se An e Udc guardano a Palazzo Carciotti e Sasco boccia il Silos perché «troppo decentrato», Camber conferma la propensione per il Silos ma a sorpresa boccia anche la proposta avanzata da Dipiazza sull'ex Pescheria: «Un soppalco centrale per trasformarla in centro congressi? Ci credo molto poco, potrebbero essere soppalcati solo gli spazi laterali ma le salette a quel punto sarebbero di capienza ridottissima...». E Bucci, dal quale si attende in aula una relazione, invita a «sedersi con tranquillità a un tavolo nell'ambito di una visione complessiva di riqualificazione delle Rive che abbia una sua logica». Il Silos? «Io avevo già chiuso degli accordi» con Unieco «per avere un teatro nel Silos spostando così gli spazi della Tripcovich. Se la Sala resta in piedi, è chiaro che non possiamo avere due teatri». Anche Bucci lancia quella che è solo «un'idea», precisa: «A Trieste manca una balera», che nella Tripcovich appunto ci starebbe. Quanto all'ex Pescheria, «io la vedo come spazio dedicato all'arte contemporanea», ritiene l'assessore. Al quale piace molto il progetto di ampliamento della Stazione Marittima per crociere e congressi firmato dall'architetto Mario Bellini. Il dibattito è aperto.
Il Piccolo
20 Marzo 2007
Trieste. Sala Tripcovich, no del ministero alla demolizione
PA
Paola Bolis
Il Piccolo
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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