La si vede già da lontano. L'Annunciazione di Leonardo appare subito appena si varca la porta di questa enorme sala del museo nazionale di Tokyo. Volte altissime, pareti bianche e, sullo sfondo, un grande pannello rosso bordeaux, come fosse uno scrigno, che racchiude il dipinto. Una visione che diventa, piano piano, più vicina grazie a un percorso studiato appositamente. Un cammino lievemente in discesa che accompagna il visitatore lungo curve che sono piccoli tornanti fino ad arrivare all'ultima svolta: al faccia a faccia con Leonardo. Qui per la prima volta nella "sua" storia, l'Annunciazione ha trovato una nuova e provvisoria dimora, fuori dai confini italiani. Sensori ad alta tecnologia tengono sotto controllo il suo stato di conservazione, un metal detector garantisce la sua sicurezza mentre i flash rimbalzano su quel vetro spesso un centimetro e mezzo che separa il dipinto da quello che gli sta intorno. È stato il "suo" primo giorno di esibizione ieri a Tokyo. E davanti all'Arcangelo e la Vergine, che Leonardo dipinse poco più che ventenne, sono sfilati il vicepremier Francesco Rutelli e il principe Hitachi, fratello dell'imperatore Akihito. La partenza dell'Annunciazione è stata preceduta e seguita da forti polemiche. Ma il suo arrivo, qui, è un evento. Sponsorizzato, tra l'altro, dai più importanti media: il quotidiano Àsahi Shimbun, l'emittente televisiva pubblica Nhk e una sua consociata. Ci si aspetta più diun milione di visitatori e c'è chi scommette che verrà battuto il record di Monna Lisa che qui arrivò nel 1974. Allora furono un milione e mezzo i giappo-nesi che sfilarono per vedere l'opera più nota di Leonardo, ma già da ieri si facevano le prime stime di un nuovo successo. Nelle prevendite sono stati acquistati il triplo dei biglietti attesi. E i giapponesi faranno mediamente tra le 4 e le 5 ore di fila per entrare. Dieci euro è il costo del biglietto, ma l'Annunciazione arriva a Tokyo senza che sia stato pagato "un prezzo" agli Uffizi di Firenze, sede naturale del dipinto. Piuttosto, il prestito è il frutto di uno scambio di tecnologie tra il museo di Firenze e aziende giapponesi, come Hitachi, specializzata anche nella digitalizzazione delle opere d'arte. Ed è il direttore dei prodotti strategici, il professore Toshiro Kamiuchi, che ha realizzato pochi mesi fa la digitalizzazione dell'Annunciazione e l'ha esibita in grandezza naturale, mentre ora ha riprodotto ed esibito le altre due opere di Leonardo che sono agli Uffizi, il Battesimo e l'Adorazione. «Vogliamo rappresentare questo dell'Italia: il connubio tra arte e scienza di cui Leonardo è uno straordinario testimone», ha detto il vicepremier all'inaugurazione della mostra "La mente di Leonardo" dentro la quale c'è l'Annunciazione. Ma la mostra è solo la punta di diamante della "Primavera italiana": una manifestazione con più di 320 occasioni di incontro con il nostro Paese attraverso eventi che toccheranno le principali città giapponesi e riguarderanno tutto il made in Italy. Moda, cibo, vino, cultura ma anche scienza. È già operativo a Kyoto un laboratorio italo-giapponese sul nanotech e, a giugno, con la collaborazione di Finmeccanica ci sarà un importante seminario per caratterizzare l'Italia anche come un Paese di nicchie tecnologiche. Il turismo resta una "prima linea" del nostro business. E su questo fronte il sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti ieri ha confermato che stanno per essere risolti i problemi collegati ai visti per i turisti giapponesi: il decreto dello scorso 25 febbraio, infatti, eliminerà l'obbligo di presentarsi alla questura italiana dopo più di otto giorni nel nostro Paese. www.leonardo2007.jp II sito di "The mind of Leonardo"