Tokio, via alle visite: entreranno 300 persone alla volta. La sovrintendente di Firenze: installazione più scenografica di quella degli Uffizi TOKIO C'è un percorso di curve a gomito che sale fino a 60 centimetri da terra, fa intravedere pian piano l'angelo che pare un uccello e la Madonna. Poi, ti porta sulla destra, l'angolo che Leonardo riteneva probabilmente il migliore per osservare il quadro, là dove ti allinei con il paesaggio sullo sfondo e gli alberi si aprono e si vedono montagne via via più sfumate. Infine, il sentiero ti riaccompagna al livello del terreno e ti conduce davanti all'Annunciazione, opera giovanile del maestro da Vinci, ti spinge al cospetto dell'hortus conclusus pieno di fiori, a due passi dalle mani della Vergine. C'è un vetro spesso un centimetro e mezzo a proteggere il dipinto su legno di pioppo, due metri per uno. Nella città che pare un bosco di grattacieli, che non conserva e non venera il proprio passato, alla grande memoria di cinque secoli or sono si offre ammirazione. Da oggi, e fino al 17 giugno, i giapponesi sono pronti ad affrontare, nel Museo nazionale di Ueno, trecento alla volta, quel percorso a zig zag che svela la meraviglia a poco a poco. Ci sono stati problemi in Italia per questo lungo viaggio di un bene senza prezzo. Antonio Natali, direttore degli Uffizi, la casa dell'Annunciazione, proprio non voleva. Ma ora, quaggiù, Cristina Acidini, sovrintendente al Polo museale di Firenze, dice: «L'installazione a Tokio è più scenografica che da noi, dove l'Annunciazione divide una sala più angusta con l'Adorazione dei magi di Leonardo e il Battesimo di Cristo del Verrocchio, che contiene un angelo di Leonardo». Ha detto, all'inaugurazione di ieri, l'anziano principe Hitachi, fratello minore dell'imperatore Akihito: «II Rinascimento ci suscita profonda emozione». L'occasione precedente risale a 33 anni fa, quando i francesi concessero a Tokio, stesso museo, stessa sala, la quinta, la Gioconda. Lo ascoltava il vicepremier italiano e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, che ha detto l'ultimo sì al viaggio del quadro. Rutelli è volato in Giappone perché Leonardo è l'inconsapevole testimonial di una manifestazione che si chiama «Primavera italiana» e comprende trecento eventi, per mettere in mostra il miglior lavoro italiano, dal cinema, alla danza, alla lirica, al design, al cibo, agli elicotteri di Finmeccanica. Un grande tentativo di farsi apprezzare in Giappone, per il quale noi siamo riguardo a esportazioni e importazioni circa ventesimi in graduatoria. L'idea che muove Rutelli è questa: unire il nostro più antico prodotto, il genio, alla formidabile capacità tecnologica giapponese. Ed ecco l'accordo Italia-Giappone siglato ieri «per la difesa del patrimonio artistico nel mondo». «L'Italia dice il ministro ci mette l'abilità nel restauro, il Giappone la supremazia tecnica. Primo terreno, un intervento nelle grotte indiane di Ajanta». Il Giappone è quel paese dove Honda e Toyota lavorano per poter disporre tra dieci anni di un robot umanoide in grado di svolgere le azioni di un bambino di 5 anni e di sopperire alle carenze di manodopera. Noi, da ieri sera e fino al 3 giugno, illuminiamo di verde, bianco e rosso il Mori house, grattacielo di 52 piani. Da lassù Matteo Renzi, presidente della provincia di Firenze, rutelliano, esperto di marketing, riflette: «II Louvre ha chiuso un accordo da 700 milioni di dollari con Abu Dhabi per il trasferimento di alcune opere a rotazione. Noi stavolta abbiamo fatto l'operazione Leonardo gratis, ma domani...».
Labirinto giapponese per l'Annunciazione di Leonardo
Il Museo nazionale di Ueno a Tokyo ospiterà per tre mesi l'Annunciazione di Leonardo da Vinci, opera giovanile del maestro. I visitatori entreranno 300 alla volta e il percorso sarà a zig zag, con una curva a gomito che porta alla scena scenografica. La sovrintendente di Firenze, Cristina Acidini, ha detto che l'installazione a Tokyo è più scenografica di quella a Firenze. Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha detto che l'accordo Italia-Giappone per la difesa del patrimonio artistico nel mondo è un grande tentativo di farsi apprezzare in Giappone.
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