- Romeo Gestioni pigliatutto. Dodici sedi in otto città italiane, 1200 imprese fornitrici, giro di affari di 52 miliardi di euro. E' diventata una vera e propria holding privata della gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare. Grazie ai contratti "Global Service" stipulati con le amministrazioni pubbliche. A Napoli, Romeo Gestioni, ha acquisito la gestione e la manutenzione del patrimonio immobiliare comunale, gli è stato commissionato uno "studio di fattibilità" per la ristrutturazione e la riqualificazione dello Stadio S.Paolo, ha avuto in affidamento la gestione del Polifunzionale di Soccavo, si è aggiudicato senza gara la progettazione e l'appalto dei restauro della Galleria Principe, si appresta a gestire i quattro milioni di euro di lavori di restauro della Galleria Umberto e si candida per il restauro, la dismissione, e la vendita del patrimonio dei beni culturali di proprietà comunale. L'holding immobiliare è interessata alla stipula d el contratto "global service"- durata nove 330 milioni di euro- per la manutenzione di circa 250 chilometri di strade cittadine di proprietà del Comune di Napoli. A Roma la Romeo Gestioni è nella bufera per il maxiappalto sulla grande viabilità sempre più nella bufera La gara per l'affidamento novennale della concessione di pubblico servizio di manutenzione e sorveglianza della «Grande viabilità» del Comune, il 7 febbraio 2007, era stata ritenuta dall'Autorità di controllo «non conforme» alla legge 1091994. Contro l'aggiudicazione dell'appalto all'Associazione temporanea d'imprese Romeo GestioniVianini LavoriConsorzio Strade Sicure aveva presentato istanza all'Autorità la società Manital. Nelle prossime ore è previsto il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. Sulla vicenda Galleria Principe non si spengono le polemiche. Tacciono i sindacati. Tacciono le principali associazioni imprenditoriali. Parlano solo le le associazioni delle piccole imprese di restauro artistico che denunciano la violazione delle leggi vigenti 109 del 1994, il decreto ministeriale 420 del 2001 ed il decreto legislativo numero 30 del 22 Gennaio 2004. "Devono operare con responsabilità diretta nell'intervento di restauro artistico solo e soltanto coloro che ne abbiano avuto il riconoscimento certificati SOA, degli entiappaltanti, dalle Camere del Commercio. Le leggi vigenti prevedono che i lavori di restauro artistico rientranti nella categoria specialistica OS2 non possano essere subappaltati". Alleanza Nazionale annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica ed all'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici "Il soggetti esecutore Romeo Gestioni deve essere in possesso di tutte le qualificazioni dice Marco Nonno consigliere comunale di AN - Nel progetto bisognava redigere una scheda tecnica relativa al restauro artistico approvata dalla Soprintendenza completa di indicazioni riguardanti prezzi, costo della ma nodopera, quantità degli interventi previsti. Romeo Gestioni non è in possesso del DURC e del certificato di regolarità contributiva alla Cassa Edile di Napoli". La disciplina di qualificazione delle imprese di restauro artistico previste dalle leggi vigenti prevede requisiti specifici per le imprese di restauro Le aziende che si candidano per aggiudicarsi i lavori devono indicare subito un direttore tecnico con la qualifica di restauratore. "Sosteniamo la lotta delle lavoratrici continua Nonno Sul cantiere non sono stati assunti collaboratori-restauratori in base al decreto ministeriale numero 4202001. Chiederemo alla magistratura di aprire un'inchiesta sulle condizioni di lavoro dei collaboratori restauratori e sulle cosiddette liste delle imprese di fiducia presenti presso la Soprintendenza dei Beni Architettonici ed Artistici. Bisogna assumere subito giovani professionisti che non meritano di essere disoccupati". SOPRINTENDENZA AI BENI AMBIENTALI NELL'OCCHIO DEL CICLONE (Ernesto Masada) - La Soprintendenza dei Beni Ambientali nell'occhio del ciclone sui lavori di restauro della Galleria Principe e sul meccanismo di selezione delle imprese di "fiducia"per l'esecuzione dei lavori di restauro artistico. Significativa la testimonianza di una di una giovane titolare di impresa di restauro artistico ed una dettagliata relazione della Corte dei Conti. Ma andiamo per ordine. Il progetto esecutivo e la scheda tecnica dei lavori di restauro rientranti nella categoria os2 relativi alla Galleria Principe sono stati approvati dall'ente di Palazzo Reale? La restauratrice Angela Foglia collaboratrice del progetto esecutivo è stata indicata come professionista accreditata in soprintendenza? Esiste un albo di imprese accreditate di fiducia? Perché il loro elenco non viene pubblicato sul sito internet così come hanno provveduto a fare le altre Soprintendenze? Come vengono selezionate? Per la Galleria Umberto sono state suggerite delle imprese? "Cronache" anc ora una volta contattato l'istituzione con sede nel Palazzo Reale per porre le domande al Soprintendente Enrico Guglielmo. Il direttore amministrativo Nunzia Dello Iacono invitato il cronista a presentare le domande per iscritto. Abbiamo provveduto via mail all'indirizzo della Soprintendenza. Attendiamo risposte. Intanto, abbiamo raccolto una significativa testimonianza di una giovanissima titolare di un'impresa di restauro artistico fiduciaria della Soprintendenza. Per ovvie ragioni ha chiesto di non rivelare il suo nome. "Le imprese di restauro non sono invitate dalla Soprintendenza a partecipare legalmente e correttamente alle gare d'appalto per i lavori di competenza dei fondi ordinari di competenza della soprintendenza dichiara l'imprenditrice -Si utilizza un sistema di tacito accordo tra la committenza e le società e le ditte individuali. Strumento a dir poco lesivo per chi rinnova l'iscrizione di anno in anno e vede chiudersi la possibilità di una rotazione che d ovrebbe essere prevista dall'albo di fiducia indetto dalle soprintendenze.Il termine fiducia lo esplica benissimo e allora mi chiedo: è possibile che sia composto solo ed esclusivamente da quindici ditte? Riporto il mio caso continua l'imprenditrice Qualche anno fa fui invitata ad una gara dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici. Fui avvicinata dai titolari di due ditte di restauro anch'esse invitate. Mi chiesero di non presentarmi, spiegandomi che il nominativo della ditta di cui sono titolare era servito solo ed esclusivamente a completare il numero delle cinque ditte partecipanti all'appalto. Risposi con un secco no. Da allora non ho ricevuto più inviti e non ho più lavorato" La Corte dei Conti recentemente ha diffuso una relazione sulle attività delle Soprintendenze. " Il 62,60 degli appalti in Campania sono stati assegnati con il cottimo fiduciario senza alcun tipo di gara sostiene l'organismo di vigilanza. Le forme di pubblicità adottate per le gare natur almente, rispecchiano la realtà delle procedure concorsuali seguite. Solo il 15 delle gare sono state pubblicate nell'albo pretorio del comune ove si eseguono i lavori e nell'albo della stazione appaltante dei lavori E' allarmante tuttavia , che nell'85 dei casi non si sia proceduto con forme di pubblicità definite. Sulle progettazioni esecutive conclude la Corte dei Conti - . Dai dati ricavati dalle schede trasmesse dai centri di spesa interessati, è emerso un forte ricorso alla progettazione esterna, con punte di circa il 95 nel campo del restauro dei beni mobili e di oltre il 67 nel campo delle manutenzioni, ed il ricorso eccessivo alle consulenze esterne".