via Tiburtina "La sfida? Un passante ferroviario Design e poesia, ma mai monumenti" "Ma i pittori e i progettisti dovrebbero lavorare sempre in parallelo" "Spero che il bando dei concorsi di Roma appaia su riviste specializzate e tv" La legge del 2 per cento nella versione capitolina spinge artisti e architetti a lavorare gomito a gomito. Cosa ne pensa di questa idea, Mimmo Paladino? «È una novità che tale non dovrebbe mai essere» spiega lartista, membro della commissione, nominata dal Comune, che giudicherà i progetti dei suoi colleghi. «Pittore e progettista dovrebbero sempre lavorare in parallelo. Non ha senso arrivare a cantiere finito e attaccare il proprio "francobollo" alla parete». Ha mai partecipato ai concorsi per realizzare unopera in uno spazio pubblico in base alla legge del 2 del 1949? «No, mai. Neanche quando ero giovane. Il fatto è che il bando esce sulla "Gazzetta ufficiale". Ma chi la conosce? Cè sempre stato un difetto di comunicazione e mi auguro che il bando dei concorsi di Roma appaia su riviste specializzate, giornali, tv». Come garantire la qualità degli interventi artistici? «In linea generale, io sono dellidea che ci si debba muovere come nelle gare darchitettura: concorsi ad invito e inviti molto selezionati». A Roma, però, potranno partecipare tutti, noti e sconosciuti. Sceglierete il vincitore anche in base al curriculum? «Ma figuriamoci se sto a guardare se ha esposto alla Biennale o in qualche mostra alla moda. No, e non guarderò neanche al "valore artistico". Chi sono io per stabilirlo? Starò invece attento alladerenza dellopera, che sia un mosaico, una statua o un video, allarchitettura per la quale, con la quale, è stata realizzata». Uno dei primi bandi è per lampliamento della Tiburtina. Ma che tipo di opera può essere adeguata a una grande e trafficata arteria stradale? «Io mi sto confrontando con uno spazio simile, il passante ferroviario a Torino. Lo so, è difficile. Ma è una sfida entusiasmante. Lì non basta appoggiarsi alla propria cifra stilistica. Sulla strada bisogna mettersi in gioco, davvero». Lei ha lavorato con Richard Meier per il mosaico allAra Pacis e con Piero Sartogo per la Via Crucis della chiesa alla Magliana. Che consigli dà agli artisti giovani che dovrà giudicare? «Ai ragazzi dellAccademia, ma anche a quelli più maturi, dico di dimenticare il "monumento". È importante fare belle e comode panchine nei parchi. E anche i giochi nei giardinetti, pensateli belli, sicuri e divertenti». Che artista possono prendere a modello? «Bruno Munari, metà design e metà pittore, razionale e poeta al tempo stesso, per il quale sto realizzando un film danimazione in occasione del centenario dalla nascita». Devono insomma scendere dal piedistallo? «Sì, e mettersi a giocare. Ma sul serio ...»