Torno sulla questione della colmata a Bagnoli, solo per una brevissima replica. Il dibattito su questo argomento ha assunto unenfasi del tutto sproporzionata alla semplice domanda da me formulata. La responsabilità delle scelte tecniche, già sancite in un Accordo di Programma del 2003 e poi deliberate dal Consiglio comunale, compete nellattuale fase attuativa al ministero dellAmbiente (che si è già espresso in termini inequivocabili per limmediata rimozione). (segue dalla prima di cronaca) Lascio dunque "a futura memoria" lipotesi (meramente virtuale) di un disinquinamento della colmata affidato a tecniche biologiche che avrebbe comportato un minor tempo e un minor costo, offrendo alla città un giardino fruibile vicino al mare. Se fosse vero, come alcuni sostengono, che la colmata è costituta da un velenoso accumulo di detriti tossici, allora sarebbe a dir poco irresponsabile traslocarli nella Darsena di Levante, a Napoli, oppure a Piombino, in Toscana. Se invece - come a me sembra più plausibile - siamo in presenza di sedimenti di idrocarburi policlinici presenti sui fondali ed in prossimità dei pontili, allora la rimozione della colmata da sola non può bastare. Sarà necessario mettere in bilancio anche le risorse per il disinquinamento dei fondali, e, a rigore, demolire gli stessi pontili. Se infine la finalità della rimozione della colmata mira (anche e soprattutto) a ripristinare la linea naturale di costa, allora che senso ha aver restaurato il Pontile Nord e, ancor più, che senso avrà realizzare il Porto Canale? Mi fermo qui, perché il ritorno ad una condizione di natura pre-moderna dovrebbe condurre, per quanto possa apparire paradossale, a ripristinare lintera geomorfologia del sito, dallisola di Nisida fino alla preesistente palude (bonificata in età borbonica). Sarà interessante conoscere da chi ha il diritto-dovere di decidere, la sequenza programmata delle priorità attuative, per valutare i costi della rimozione della colmata in relazione al più complessivo quadro di un coerente disegno di rivalorizzazione di Bagnoli.
CAMPANIA. Le utopie di Bagnoli
Il dibattito sulla colmata di Bagnoli è stato esagerato. La responsabilità delle scelte tecniche compete al ministero dell'ambiente. La colmata è costituita da detriti tossici o idrocarburi policlinici. La rimozione della colmata da sola non può bastare, è necessario mettere in bilancio anche le risorse per il disinquinamento dei fondali e demolire gli stessi pontili. La finalità della rimozione della colmata mira a ripristinare la linea naturale di costa. Il ritorno ad una condizione di natura pre-moderna dovrebbe condurre a ripristinare l'intera geomorfologia del sito.
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