Si potrebbe fare della facile ironia sul Piano di governo del territorio (Pgt) presentato dal sindaco e dallassessore Masseroli giovedì e riproposto ieri a unassemblea di operatori. Basterebbe ricordare che le molte ambizioni rischiano di naufragare sullimpossibilità della burocrazia di far fronte a una sfida nuova e così gravosa. La recente riorganizzazione del Comune non sembra aver dato alla struttura la maggior produttività necessaria. Si potrebbe anche seminare zizzania nel centrodestra ricordando che le previsioni demografiche dicono che i milanesi fanno pochi figli e meno ne faranno. Dunque la nuova espansione della città è affidata essenzialmente allimmigrazione: far crescere Milano vuol dire avviarsi certamente verso una città multietnica con tutti i problemi che questo comporta, soprattutto per la destra. Cosè questo "piano"? Semanticamente uno studio che mira a predisporre unazione nei suoi sviluppi individuando gli strumenti necessari alla sua attuazione. Il piano esiste se cè un sistema di obiettivi specifici e non generici. Senza conoscerli il piano è del tutto inutile. Quale è allora lobiettivo del sindaco Moratti? Per quale città? Si parla genericamente di sviluppo: ma quale sviluppo? Il solito sviluppo inteso come mera crescita quantitativa? Il cosiddetto sviluppo senza qualità? Mi auguro che non sia così. Si parla poi di soddisfacimento di nuove esigenze: quali? Con che priorità? Il documento odierno dichiara tre obbiettivi: creare opportunità di sviluppo, soddisfare nuove esigenze e, per finire, togliere disomogeneità di trattamento tra proprietari di aree. Il documento ci dice che il 90 di tutta lattività edilizia è fatto solo da dieci operatori: non occupiamoci dei loro rapporti, preoccupiamoci invece che questi dieci taglino il divenire della città sulla misura dei loro interessi. Questo sì. Resta un ultimo grande argomento: labolizione del vincolo preordinato delle destinazioni duso. Da quel che ho capito non si tratta dellabolizione del vincolo ma della sua determinazione di volta in volta da parte dellamministrazione. Non sarebbe una tragedia. Bisogna solo definire i criteri rispetto ai quali saranno stabilite le destinazioni duso, nellinteresse di chi e con che visione del futuro: gli obiettivi. La Fiera intende dismettere gli immobili di Viale Scarampo: quale sarà la loro destinazione duso? Cominciamo a discuterne subito perché piano e obbiettivi si verificano solo affrontando un caso pratico, ed affrontandolo per tempo. LUCA BELTRAMI GADOLA