E la regina della sala cinque. Il rientro fissato per la metà di giugno Il record di visitatori, sempre in Giappone, spetta alla "Gioconda" Tokio Così «spettacolare», così «scenografica» come non lavete mai vista. Neppure agli Uffizi. LAnnunciazione sbarca a Tokio, dopo le polemiche sul rischio sicurezza, e sbanca. Il ministro Francesco Rutelli la presenta a sua altezza il principe Hitachi, il fratello dellimperatore Akihito, nella sala numero cinque del museo, la stessa che ospitò la Gioconda, e i giapponesi trattengono il fiato. Il Palazzo di loro altezze imperiali è poco lontano da qui, attraverso i giardini di Tokio che si rivestono di ciliegi in fiore, ma stasera la star è il capolavoro di Leonardo Da Vinci. Blindata? Blindatissima. Metal detector, fatti arrivare dallItalia che i giapponesi in fondo ne avrebbero anche fatto a meno, sicuri come sono che nessuno oserà sfiorare «lannuncio» quattrocentesco del Genio ancor giovane. Teca a prova di pallottola. Scatola nera. E telemetria come in Fomula uno, con i dati sullumidità (55 per cento) e la temperatura (20 gradi) trasmessi in tempo reale per un doppio controllo ai laboratori di Tokio e di Firenze, Opificio delle pietre dure, sezione climatologia. Cè ancora dellaltro, che la security tiene però segreto. La delegazione degli esperti italiani che ha seguito passo passo la spedizione e la posa, non ha dubbi: «E il più innovativo, sorvegliato e tecnologicamente avanzato trasferimento mai compiuto al mondo». Ma, soprattutto, bella? «Bellissima», sussurra il piccolo principe con un inchino al vicepremier italiano, che sul bavero della giacca porta la grande rosa rossa dellospitalità nipponica, così come gli altri «onorevole-san» della delegazione arrivata da Roma carica di «doni» e di promesse. Un accordo di collaborazione per restauri in Giappone e in India, per esempio. E le polemiche, ministro, lo scontro con il direttore degli Uffizi, il senatore di Forza Italia che sincatena per non lasciar partire il Leonardo che ha da restare a Firenze, e Zeffirelli, e i critici pronti alle barricate? Un gesto della mano, tutto alle spalle. Un evento eccezionale, questo sì, ammette. Lultima volta che lAnnunciazione lasciò casa fu durante la guerra, per cercare rifugio ai bombardamenti. Oggi è un messaggio di pace transcontinentale, fra Italia e Giappone, «sintesi di arte e scienza, nel talento di Leonardo, ovvero il migliore ambasciatore del nostro paese». La scommessa? Mettere in fila almeno un milione di mezzo di giapponesi, da qui al giorno di rientro a metà giugno, e battere il record della Gioconda. Non sarà facile. Correvano gli anni Trenta. E i sudditi del Sol Levante non avevano molte occasioni, come invece oggi, di girare il mondo per inseguire le meraviglie dellarte. La sfida però è partita. E in un modo che finisce per sorprendere perfino Cristina Acidini, la sovrintendente del Polo museale fiorentino, che ha sconfitto il niet del direttore degli Uffizi Natali per portare a Tokio lopera, e che resta affascinata dallallestimento curato dai giapponesi. «Non dico che sta meglio qui che a casa, ma certo così bella e spettacolare io lAnnunciazione non lavevo mai vista». Il racconto di una strana, nuova, riscoperta luce. Sarà perché è la regina assoluta della sala cinque, quella riservata alle celebrità dal Museo nazionale, senza nullaltro se non una «cornice» rossa. Sarà per quel «percorso ascendente», così lo hanno chiamato, che i giapponesi si sono inventati per lavvicinamento progressivo dello spettatore alla Madonna e al suo Angelo. Hanno studiato il punto di vista migliore secondo Leonardo da Vinci, la visione arrivando da destra, e così procede il cammino, lungo un sentiero obbligato, come una circumnavigazione attorno alla magia e al mistero, fino allincontro ravvicinato, faccia a faccia con il grande dipinto. Quasi come il corridoio guidato alla Torre di Londra, che porta alla marcia di avvicinamento verso i gioielli della Corona. Limite massimo di accessi: trecento visitatori. E se lesperimento prendesse piede, nuovi prestiti di arte in vista? La sovrintendente fiorentina frena, «calma, ci sono opere che mai e mai potranno lasciare il nostro museo, un Botticelli, un Caravaggio, altre opere dello stesso Leonardo». Intanto, dallambasciatore Leonardo il ministro si aspetta un ritorno non solo di immagine. Turisti giapponesi a frotte verso lItalia. E porte aperte agli imprenditori italiani a Tokio. Attorno allAnnunciazione ruota una maxi-manifestazione, "Primavera italiana 2007", che ha in calendario trecento iniziative da qui a giugno nelle varie città giapponesi (dalla cultura alla scienza, dallindustria al cinema). Rutelli, accompagnato dal sottosegretario agli Esteri Vernetti, sta parlando anche di questo con i suoi colleghi ministri giapponesi, e oggi incontra il primo ministro Shinzo Abe. Intanto, il tricolore già sventola su Tokio. La Moni Tower si è accesa di , bianco e verde: 340 metri di grattacielo illuminati ditaliano con duemila fari.