Il sindaco: «È un'opera indispensabile e anche il panorama sarà rispettato» LECCO II sindaco Antonella Faggi lo vuole. Perché il porticciolo delle Caviate è «necessario, importante, strategico» per rilanciare il turismo. Non soltanto per Lecco, puntualizza il primo cittadino leghista, «ma anche per tutta la provincia». Antonella Faggi fa notare che si sbaglia a foca-lizzare il dibattito sull'opportunità di farlo o meno, sui benefici che ne ricaveranno i privati; piuttosto «bisognerebbe unire le forze e pensare a come realizzarlo in armonia con l'ambiente». A suo avviso la via tracciata dalla giunta comunale di centrodestra, che ha messo a punto un project financing è quella giusta. «Il bilancio municipale non permette di farci carico di un investimento tanto ingente, né in futuro di gestire la struttura ammette il sindaco così non restava che coinvolgere i privati». Adesso, però, ci sono da spegnere le proteste dei residenti nella zona e quelle di ambientalisti, Verdi, Wwf, Italia Nostra. Un fuoco di sbarramento che accusa il primo cittadino di voler deturpare il paesaggio. La Faggi risponde: «Sono io la prima a voler tutelare, difendere e salvaguardare il paesaggio». Però rimarca che «le infrastrutture sono indispensabili per lo sviluppo anche se possono non piacere a tutti». Nel caso specifico, evidenzia che il porto «è un tassello che aiuterà Lecco e il suo territorio a maturare la sua anima turistica fra lago e monti. Senza dimenticare che quel progetto sarà uno slancio anche per l'indotto che ruota attorno al turismo». Infine il sindaco assicura che fra pochissimi giorni la giunta comunale presenterà la sua relazione alla Conferenza dei servizi regionale che sta valutando l'impatto ambientale del progetto e, con quella documentazione, spera di strappare il semaforo verde ai lavori per il porto delle Caviate. La Provincia: «Progetto incompleto Traffico e ambiente sono in pericolo» LECCO L'amministrazione provinciale si prepara a dare battaglia sul nuovo porto delle Caviate nella Conferenza dei servizi che sta valutando l'impatto ambientale del progetto. «E necessario un supplemento di documentazione. Allo stato attuale non è possibile valutare nel complesso il progetto», spiega da Villa Locatelli l'assessore provinciale al territorio Emanuele Panzeri. Panzeri non nasconde perplessità e dubbi, n primo rebus da risolvere è legato alla mancanza del cosiddetto «Piano di bacino». Tradotto: dal 2004 la Provincia attende dal Consorzio Laghi il censimento dei posti barca esistenti sul Lario. L'ultima volta ne sono stati contati 2.400. «Alla luce dei nuovi risultati potremo stabilire se i 350 posti delle Caviate sono tanti o pochi». La seconda «spina nel fianco» del progetto è la viabilità. D porto, più l'albergo e il ristorante quanto peseranno sili traffico, in un punto nevralgico della circolazione lecche-se, cioè all'innesto con la Superstrada 36 e la vecchia strada provinciale per Colico? «È indispensabile uno studio sui flussi di traffico», avverte Panzeri. La terza sfida è difendere il paesaggio. Alla società priva-ta.che ha steso il progetto, l'amministrazione provinciale chiede due ulteriori simulazioni per stabilire l'entità dell'impatto ambientale dal fronte strada e con una visuale dal sovrastante Monte San Martino, una vetta che tra l'altro preoccupa perché da anni si registrano smottamenti, frane e cadute di massi. Quarto e ultimo ostacolo da superare la linea ferroviaria a ridosso dell'area sulla quale dovrebbe sorgere l'edificio di otto piani. «Adesso c'è un solo binario che collega Lecco con Colico, ma se in un futuro non tanto lontano, si aprisse la prospettiva di un raddoppio della linea, con la costruzione del maxi immobile non ci sarebbe più lo spazio per allargare la ferrovia». P. Mar.