Tutto era acquitrinio e canneto e vi si andava con gli stivali e qualche volte in barca a caccia di beccaccini». Con queste parole, nell'agosto del 1942, l'architetto Del Debbio, progettista insieme a Foschini e a Morpurgo, del nuovo palazzo del ministero degli Esteri, descriveva i terreni sui quali stava sorgendo l'attuale Farnesina. IlPalazzo del ministero degli Esteri non è il capolavoro dell'architettura fascista. Si era fatto di meglio, in quegli anni, con Persico, con Pagano, con Terragni, con Piccinato, con Fagnoni, con lo stesso Del Debbio, con i progettisti delle mirabili città nuove dell'Agro Pontino. È il monumentalismo enfatico, un po' troppo "stile Ceausescu", sono le dimensioni esagerate (più grande di Palazzo Pitti, un volume del costruito pari a quello della Reggia di Caserta) il limite della Farnesina. La quale venne inaugurata nel 1959 portando a conclusione, con gli stessi architetti e con qualche rettifica progettuale, il cantiere che la guerra aveva lasciato interrotto e che il duce aveva tenacemente voluto. Il fatto è che Mussolini aveva bisogno di un ministero degli Esteri degno, per dimensioni e per impatto visivo, della grande potenza che l'Italia era o piuttosto fingeva di essere. Palazzo Chigi che aveva ospitato fino ad allora la politica estera del Governo (con Dino Grandi, con Galeazzo Ciano) appariva troppo angusto, troppo "normale", troppo poco fascista. Ed ecco la Farnesina collocata nello scenario "imperiale" di Monte Mario al di là del Tevere, di fronte a Ponte Milvio, contigua al Foro Italico e allo Stadio dei Marmi. Aconsolarci di una architettura tutto sommato mediocre c'è la bella collezione di opere d'arte del secondo Novecento ospitata all'interno. A cominciare dalla grande sfera in bronzo di Arnaldo Pomodoro del 1968 che fronteggia la Farnesina, i De Chi-rico e i Sironi, i Consagra, i Pisto-letto, i Burri, i Mastroianni, i Plessi e i molti altri artisti selezionati per intelligente iniziativa del segretario generale Vattani, fanno un insieme di assoluto prestigio. Ma il vero gioiello del nostro ministero degli Esteri è Villa Madama, chiamata così perché ospitò Margherita d'Austria. Sta sulle pendici di Monte Mario circondata da giardini e da boschi, alta sull'ansa del Tevere. Fu progettata e costruita da Antonio da Sangallo su probabile idea di Raffaello, negli anni dei pontefici Medici Leone X e Clemente VII. 1 decori interni, gli affreschi e gli stucchi sono di Giulio Romano, di Giovanni da Udine, di Baldassarre Peruzzi. Chi ha la fortuna di visitarla (oggi la villa viene utilizzata per cerimonie particolari o per esigenze di alto protocollo) avrà l'impressione di entrare in un canto dell'Ariosto. Traggo queste notizie da un libro dal taglio inusuale e dall'argomento mai fino a oggi esplorato. Vi si parla dei luoghi che hanno ospitato, negli ultimi due secoli, il ministero degli Affari Esteri. Dal Palazzo delle Segreterie a Torino, a Palazzo Vecchio a Firenze (durante gli anni di Firenze capitale) ai palazzi della Consulta, Chigi e della Farnesina, a Roma. L'autore è Ugo Colombo Sacco di Albiano, diplomatico di rango e in piena carriera che ha servito a Mosca, al Cairo, all'Orni, che insegna in varie università straniere e che unisce la passione per il mestiere all'interesse per l'arte. Il suo ruolo gli ha permesso di accedere ad archivi riservati e a biblioteche specialìstiche così che noi oggi, grazie al suo libro, possiamo guardare Palazzo Vecchio con gli occhi di Bettino Ricasoli, Palazzo Chigi e la Farnesina con quelli di Grandi, di Ciano, di Saragat, di Fanfani. Dove la Diplomazia incontra l'Arte è il titolo del libro, un libro che interessa allo stesso modo lo storico dell'arte e lo storico delle istituzioni. Il titolo è felice perché suona come un augurio e come un presagio. L'Italia non è mai statala vicenda d i Mussolini insegna , e non sarà mai, una grande potenza. Non nella politica internazionale, non nei rapporti di forza fra gli Stati. Tuttavia il nostro Paese è stato ed è ancora una grande potenza nel settore dell'arte e della cultura. Così, almeno, è percepito nel mondo. Ho l'impressione che i ministri che si sono succeduti negli ultimi tempi alla Farnesina siano sempre più consapevoli di una peculiarità che può offrire a tutto intero il sistema Italia formidabili occasioni di successo.
Tour nei Palazzi diplomatici
Il Palazzo del ministero degli Esteri, noto come Farnesina, è stato progettato da Del Debbio, Foschini e Morpurgo e inaugurato nel 1959. La struttura è caratterizzata da un monumentalismo enfatico e dimensioni esagerate, che la rendono un esempio di architettura fascista. La Farnesina ospita una collezione di opere d'arte del secondo Novecento, tra cui la grande sfera in bronzo di Arnaldo Pomodoro. Un'altra struttura importante è Villa Madama, progettata e costruita da Antonio da Sangallo su idea di Raffaello, che ospita decori interni, affreschi e stucchi di Giulio Romano, Giovanni da Udine e Baldassarre Peruzzi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo