BARI - La Conferenza nazionale delle città della cultura, svoltasi da venerdì a Bari (aperta dal ministro Francesco Rutelli) si è chiusa indicando l'esigenza di un nuovo e più sensibile approccio in favore del bene culturale del paesaggio. Già nell' intervento di apertura, il ministro Rutelli aveva fatto un appello ai rappresentanti delle istituzioni locali a difendere questo «patrimonio» contro gli appetiti della speculazione immobiliare (pur dimenticando, nonostante fosse a Bari, di citare l'esemplare caso dell' abbattimento della «Saracinesca» di Punta Perotti) e ieri è tornato, da Roma, a ribadirlo: la difesa del paesaggio italiano è una «priorità nazionale». Dalla Conferenza di Bari una proposta a supporto di questa «linea» è giunta con l'idea, lanciata da Federculture (coordinatrice della manifestazione chiusa dal segretario generale Grossi) di assegnare un «punteggio» un «rating» ai territori sulla base del rispetto e dell' integrità del paesaggio. Sulla base di questo punteggio, giungeranno i fondi culturali, una sorta di «premialità». Altra proposta: una «borsa delle sponsorizzazioni culturali» (si terrà a maggio a Milano dal 2008) per mettere in rete i progetti di intervento e i privati interessati ad investire in cultura. Ed ancora 1' idea (mutuata da una positiva esperienza venezuelana) delle «mille orchestre nelle mille città» d'Italia, perché anche la musica, 1' educazione musicale, serve a contrastare il degrado sociale e civile. Ma la cultura non è bella se non è «litigarella» e così la Conferenza è terminata (tra gli interventi di ieri anche quelli dell'on. Folena, presidente della commissione Cultura di Montecitorio, e dell' assessore regionale pugliese Godelli) con 1' intervento, al solito «pirotecnico», di Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di Milano, giunto un po' a sorpresa: «Non avevo ricevuto il vostro invito, F ho saputo solo ieri ma poiché oggi ero in viaggio per andare a Matera della cui commissione di marketing territoriale faccio parte, ho fatto questo "passaggio" da voi a Bari». Secondo Sgarbi il «vero nemico» degli assessori alla cultura (la Conferenza nazionale ha riunito gli assessori a cultura e turismo di regioni ed istituzioni locali) «è il governo» dal quale essi sono relegati ad una «funzione spirituale, di diritto morale» proponendo ai «colleghi» di costituire «una sorta di associazione a delinquere degli assessori contro il governo ma poi mi rendo conto che è il governo che 1' ha già fatta contro gli assessori». Ha citato, come «reati» governativi, le vicende dell' Ara Pacis e «la distruzione dì piazza San Cosimato» (entrambe a Roma: due iniziative per le quali però il Comune capitolino è senz' altro co-responsabile), ma in realtà il vero «casus» riguarda la decisione di Rutelli di indire una gara (sostanzialmente tra Milano e Napoli) per la sede del «Festival del Teatro». «Perché la gara? Tra i primi cento teatri italiani, Milano ne ha venti: è Milano la sede del Festival, il che non significa che non bisogna dare soldi alle iniziative di Napoli che se le merita. Se la gara sarà vinta da Napoli vorrà dire che avrà avuto valore F unico criterio (quello di dare un aiuto economico alla città partenopea) che non è citato nel bando. Se vincerà Milano vorrà dire che era inutile fare la gara». (da.)