Sul paesaggio italiano si sta consumando «un silenzioso sacco», favorito dalla crescita esponenziale dei valori mobiliari, dalla dilagante incuria e dalla mancanza di tecnici in grado di vigilare. «L'8o dei comuni italiani è al di sotto dei 5mila abitanti e molti di essi non hanno un geometra e tanto meno un architetto paesaggista». Francesco Rutelli, ministro dei Beni culturali e vicepremier, lancia l'allarme sul futuro del nostro territorio, la cui tutela «è fra le priorità. Occorre intervenire prima che diventi emergenza nazionale». Per questo ieri il ministro ha illustrato le iniziative allo studio. Il presupposto di partenza è «mai più condoni, perché l'abusivismo è stato alimentato anche dalle aspettative di sanatoria». Il ministero sta, poi, lavorando alla revisione del Codice dei beni culturali anche nella parte relativa al paesaggio («ora i poteri di intervento sono insufficienti», ha detto Rutelli), mentre proseguono le intese di copianificazione con le Regioni (già sottoscritte con Friuli, Toscana, Sardegna e Campania). Su impulso del ministro i soprintendenti stanno poi eseguendo la mappatura delle situazioni più critiche, nella riorganizzazione del ministero sarà rafforzata la direzione che si occupa del paesaggio ed è operativa la banca dati del Sitap, il Sistema informativo territoriale ambientale paesaggistico del ministero.
TUTELA DEL PAESAGGIO - Le contromisure di Rutelli per combattere il degrado
Sul paesaggio italiano si sta consumando un silenzioso sacco, favorito dalla crescita esponenziale dei valori mobiliari, dalla dilagante incuria e dalla mancanza di tecnici in grado di vigilare. L'8o dei comuni italiani è al di sotto dei 5mila abitanti e molti di essi non hanno un geometra e tanto meno un architetto paesaggista. Francesco Rutelli, ministro dei Beni culturali e vicepremier, lancia l'allarme sul futuro del nostro territorio, la cui tutela è fra le priorità. Occorre intervenire prima che diventi emergenza nazionale. Per questo ieri il ministro ha illustrato le iniziative allo studio. Il presupposto di partenza è mai più condoni, perché l'abusivismo è stato alimentato anche dalle aspettative di sanatoria. Il ministero sta, poi, lavorando alla revisione del Codice dei beni culturali anche nella parte relativa al paesaggio (ora i poteri di intervento sono insufficienti, ha detto Rutelli), mentre proseguono le intese di copianificazione con le Regioni (già sottoscritte con Friuli, Toscana, Sardegna e Campania). Su impulso del ministro i soprintendenti stanno poi eseguendo la mappatura delle situazioni più critiche, nella riorganizzazione del ministero sarà rafforzata la direzione che si occupa del paesaggio ed è operativa la banca dati del Sitap, il Sistema informativo territoriale ambientale paesaggistico del ministero.
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