Saccheggiatori del territorio, addio. Praticoni del condono selvaggio, idem. Furbetti della variante, altrettanto. Francesco Rutelli dichiara guerra ai distruttori del paese, anzi del paesaggio italiano, e mette in cantiere una campagna contro le speculazioni, il cemento diffuso e inutile, le brutture periferiche, le lottizzazioni a raffica e, soprattutto, gli ecomostri. D ministro per i beni culturali ha lanciato ieri l'allarme, annunciando «controffensiva» su più fronti. Il suo è un ragionamento a 360 grandi. D paesaggio italiano è sotto attacco, spiega Rutelli, un attacco portato dal cemento e aiutato dalia crescita dei valori immobiliari: «L'80 per cento del territorio è amministrato da comuni sotto i 5.000 abitanti, che non dispongono nemmeno di un geometra, figuriamoci di un architetto paesaggista». Non si tratta di una battaglia «contro la modernizzazione delle infrastrutture», il problema è l'edilizia frastagliata, incontrollata. A fronte del grande dibattito sulla Tav, un grande silenzio avvolge il «sacco del territorio, fatto di incuria, scarsa qualità, disattenzione, mancanza di presidi tecnici e pianificazione corretta». La risposta va data in maniera articolata. Innanzitutto, Rutelli ha messo al lavoro fin dallo scorso novembre una commissione, presieduta da Salvatore Settis, per le modifiche al Codice dei Beni Culturali voluto dal precedente governo, che presenterà le sue proposte entro aprile. La riorganizzazione in corso del ministero darà più poteri alle soprintendenze, mentre il Comitato tecnico dedicato all'arte e all'architettura contemporanea avrà anche l'incarico di valutare la qualità urbana e del paesaggio. Nel frattempo, si sono firmati accordi di pianificazione congiunta con le regioni Friuli, Toscana, Sardegna e Campania. Quanto alle emergenze, il ministro ha appena fatto inviare a 17 direzioni regionali e 30 soprintendenze una richiesta di censi-mento urgente delle «criticità» e dei condoni nelle aree vincolate, di competenza ministeriale. Le risposte, dice la lettera, .dovranno tornare indietro entro 15 giorni. Apparentemente, l'Italia è un paese supertutelato. Sono sottoposti a vincolo ben 5,5 milioni di ettari, pari al 60 per cento del territorio. Alla fine del 2006, risultavano emessi ben 4100 decreti di vincolo (lo studio dei diversi vincoli, regione per regione, varrebbe uno studio a parte) ai sensi dell'ex legge 1497, ora confluita nel Codice. Ma i vincoli da soli sono spesso inefficaci. Ecco la necessità di una concertazione fra stato, regioni e comuni. Intanto, esaurito il censimento, si passerà a una prima serie di iniziative. Di alcune, si sapeva: il blocco delle ultime palazzine a Monticchiello, la tutela a Tuvixeddu, la richiesta di maggiori controlli sulle torri improvvisamente cementificate (dovevano essere in metallo) a Torre del Lago Puccini. Di altre, no: il diniego al parco eolico sopra l'area archeologica di Saepinum o ad alberghi e case vacanze sulla costa vicino a Trieste, la richiesta urgente di chiarimenti al comune di Mentana per una variante con lottizzazione sul campo della famosa battaglia garibaldina. Infine, ma forse in inizio, le demolizioni. Esempio, lo scheletro-ne orribile sulla spiaggia di Alimuri, comune di Vico Equense. Un sette piani autorizzato negli anni '60 e convalidato dal Tar. Per abbatterlo, bisogna mettersi d'accordo con i proprietari: ci si prova, lascia capire il ministro. Oppure, l'hotel Castelsandra nel Parco del Cilento, che il Tar ha pochi giorni fa dichiarato definitivamente proprietà dello stato grazie a un sequestro giudiziario.