Gentile sig. Sindaco, il suo abnorme «presenzialismo» se purtroppo riflette l'attuale deprecato e deprecabile sistema della politica-spettacolo, turba tuttavia molti suoi amministrati, compreso l'estensore di questa breve nota di costume. I suoi recenti, «ritiri spirituali» nella Rotonda di San Lorenzo non commuovono né interessano la nostra collettività che ha altri, impellenti problemi da affrontare. Veda pertanto, una volta placato il suo inquieto spirito, di affrontare i veri nodi della pubblica amministrazione, nodi molteplici e gravi, senza peraltro abusare della tecnica dei continui rinvii di ogni decisione e data da destinarsi. Il diritto alla bellezza, all'arte, alla cultura, il tutto concepito nella sua interessa non deve costituire una priorità assoluta da anteporre ad altre vitali urgenze: la lotta all'inquinamento e la conseguente tutela della pubblica salute, la sistemazione dell'orrenda viabilità urbana, l'affrontare la desertificazione in atto dei siti commerciali in città, il completamento della tangenziale, i parcheggi, l'edilizia pubblica residenziale nonché il palazzo di giustizia, tema di cui mi occuperò più avanti. Il prof. Settis, svolto il suo compito peraltro giustamente e lautamente pagato, non può costituire la panacea di tutti i nostri mali! Così come la corte di costosi consulenti esterni non ha portato avanti contributi decisivi per la soluzione dei problemi della nostra comunità loro demandata, se non dotte ed astratte dissertazioni accademiche. Ho la netta sensazione che il sindaco sia stato folgorato dagli «approcci culturali», dalla frequentazione di illustri personaggi, così smarrendo dantescamente la «dritta via». Mantova non è né Venezia, né Firenze o Roma o Pisa: il patrimonio della città esiste ed è ben conservato e tutelato da interventi che precedono di anni l'attuale amministrazione, cui arriverà, come gradito dono, l'iscrizione probabile nella tutela dell'Unesco. Strada Cipata e la relativa lottizzazione non sono la fine del mondo e non alterano alcunché! Un capitolo chiuso dunque, mentre le tematiche sopra accennate permangono irrisolte da tempo, troppo tempo. Da ultimo: un'esigenza attuale, di cui tutti spesso a sproposito discutono, riguarda il restauro del palazzo di giustizia, il seicentesco palazzo Guerrieri. Atteso che la nuova struttura, che dovrebbe essere ubicata a Fiera Catena, non si farà mai, con buon senso si restauri e si pensi, se del caso, di utilizzare il cinquecentesco palazzo di San Sebastiano, mantenendo tuttavia la struttura ubicata in via della Conciliazione. Non vedo problemi irrisolvibili per quanto concerne il pianeta «giustizia», ovviamente sotto il profilo meramente edilizio. Rilevo invece, con amarezza, il clima asfittico che regna in giunta: spero che l'immissione, quale vice sindaco, del giovane collega Paolo Gianolio, uomo colto e intelligente, dia vita ed ossigeno ad un'istituzione gravemente collassata. Avvocato Mario Truzzi
MANTOVA II professor Settìs non è la panacea di tutti i mali
Il professore Avv. Mario Truzzi, vicepresidente dell'Unione Studenti di Mantova, ha scritto una lettera al sindaco di Mantova, esprimendo la sua delusione per il presenzialismo del sindaco e per la mancanza di attenzione ai problemi reali della città. Truzzi sostiene che il sindaco è troppo occupato a frequentare la cultura e la politica-spettacolo e non affronta i problemi gravi della città, come l'inquinamento, la desertificazione dei siti commerciali e la manutenzione della viabilità urbana. Il professore chiede al sindaco di concentrarsi sui problemi reali della città e di non abusare della tecnica dei continui rinvii.
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