Una decina di reperti archeologici risalenti all'epoca sumera sono stati sottratti al mercato illegale e restituiti al museo di Nasiriyah grazie all'intervento dei carabinieri italiani in missione in Iraq, e in particolare a 2 sottufficiali appartenenti al Comando per la tutela del patrimonio culturale. Nei giorni scorsi i 2 sottufficiali, insieme ad altri militari impiegati nell' operazione Antica Babilonia, hanno sorpreso alcuni tombaroli che stavano scavando alla ricerca di reperti preziosi nel sito di Umm. Alla vista dei militari italiani, i tombaroli sono scappati lasciando sul terreno i reperti che erano riusciti a portare alla luce: una decina di pezzi, tra i quali alcuni vasi ed altri oggetti. Il "mancato bottino" è stato recuperato e messo in salvo dai carabinieri che hanno poi provveduto a consegnarlo al direttore del museo archeologico della città di Nasiriyah. I 2 sottufficiali del Comando per la tutela del patrimonio culturale, che partecipano alle operazioni nell'ambito della Msu (Unità specializzata multinazionale), sono impiegati all'occorrenza per la tutela del patrimonio archeologico dell'area. Il loro compito è anche quello di collaborare con gli enti culturali della città di Nasiriyah, tra i quali figura anche il museo archeologico, allo scopo di preservare il patrimonio culturale dell' area sotto controllo del contingente italiano. Sempre in Iraq, ma a Baghdad, opera invece, come esperto governativo e con gli stessi obiettivi, un tenente del Comando per la tutela del Patrimonio culturale. In questi giorni sta lavorando al censimento dei reperti nel museo archeologico della capitale irachena per verificare quanti e quali pezzi siano stati rubati e portati via nei saccheggi immediatamente successivi alla fine della guerra.