Asor Rosa sarà il coordinatore di movimenti e comitati contro le minacce di villettopoli. L'ex esponente di punta del Pci diventa il fustigatore di molte amministrazioni progressiste Da Monticchiello a Fiesole, dalla Val d'Orcia alla Val di Chiana. «È in corso un attacco alle zone collinari che dobbiamo impedire» ROMA Da domenica prossima, 25 marzo, l'amministrazione regionale progressista della regione Toscana e molte maggioranze comunali dello stesso colore avranno un nuovo interlocutore, quasi una «espressione della base», si sarebbe detto un tempo lontano. Ovvero Alberto Asor Rosa, critico e storico della letteratura italiana, ex esponente di punta del Pci (diresse Rinascita) e che oggi simpatizzerebbe con una idea di sinistra radicale «che però non coincide con quella esistente». Il professore domenica assumerà («con tutta la doverosa ironia del caso, per quanto riguarda il titolo») il ruolo di coordinatore regionale di una trentina tra associazioni e comitati locali che si stanno battendo contro la cementificazione selvaggia del territorio. Cioè contro la «villettopoli», per dirla col ministro Francesco Rutelli, della Toscana. La riunione si terrà a Fiesole e dovrà produrre, con ogni probabilità, un documento unitario. Commento del professore: «È un fatto enormemente positivo che ci siano gruppi di cittadini fortemente motivati e documentati che si battono per la conservazione di beni comuni come il paesaggio. L'aspetto positivo di questo processo civile è la nascita di movimenti di cittadinanza al di là e talvolta contro le istituzioni, però mai in forma puramente negativa». Asor Rosa, dopo la vittoria nella battaglia di Monticchiello (il blocco parziale voluto proprio da Rutelli di tre palazzine nel discusso insediamento a ridosso delle antiche mura, nel cuore della campagna della Val d'Orcia), è diventato un simbolo, pagando un prezzo certo non basso. Proprio lui, nome legatissimo alla storia del Pci nel dopoguerra, si è ritrovato al centro di una ostile campagna personale in una delle zone più tradizionalmente «rosse» d'Italia: «Hanno stampato volantini anonimi molto pesanti contro di me, con mie foto del tipo "wanted", metodi non consoni alla tradizione civile toscana». In molti a Pienza hanno difeso la lottizzazione, vedendo in quelle costruzioni un'occasione di sviluppo. In tante altre zone della Toscana sta avvenendo lo stesso, col pieno consenso dei comuni. Racconta Asor Rosa: «Sabato su l'Unità Vittorio Emiliani ne ha parlato bene e diffusamente. Tutto è cominciato anni fa con la cementificazione delle coste. Poi il fenomeno ha interessato l'area di Capalbio. La novità di oggi è l'attacco alle zone collinari: tutta la Val d'Orcia, la Val di Chiana, l'area di Pìstoia, Fiesole, infine l'arco appenninico. Ciò che sta avvenendo per esempio a Fiesole, qualcosa che è al di là del bene e del male, fa paura. Quando organizzammo il convegno su Monticchiello, e venne Rutelli, qualcuno issò un cartello: "A Fiesole è peggio". Ho visto. Non so dire se sia peggio, so che ora condivido le ragioni di quel cartello». È d'accordo, Asor Rosa, con la guerra dichiarata da Rutelli a «villettopoli»? «Ha perfettamente ragione. Ed io che sono considerato qui in Val d'Orcia quasi un eversore, per paradosso potrei limitarmi a citare ciò che ha detto il ministro sul paesaggio per spiegarmi bene con chi oppone ragioni diverse dalle mie». Ma perché, Asor Rosa, proprio la «Toscana Felix», come la chiamò lei anni fa, si sta cementificando nonostante le tante amministrazioni di sinistra che dovrebbero mostrare una forte coscienza ambientalista? «Da una regione come questa si potrebbe, si dovrebbe pretendere un grado più elevato di sensibilità. Purtroppo non sempre accade. C'è ancora un atteggiamento succube nei confronti dell'investimento di qualsiasi natura sia. Perché, ecco il ragionamento, se c'è appunto un investimento sul proprio territorio, questo rappresenta comunque un valore anche in presenza di elementi degenerativi molto forti. Resiste un elemento di parentela con la cultura ereditata in quel senso dal Pci. C'è in più una maggiore condiscendenza verso l'attuale mondo degli affari». Ma Asor Rosa è meno pessimista rispetto al passato: «Devo dare atto agli amministratori toscani di una recente, chiara inversione di rotta. C'è una nuova capacità di denuncia, di resistenza all'attacco del capitale speculativo. Vedo capacità di mobilitazione a Firenze, a Ripoli, in Val di Chiana, sulla costa versiliese. E so che molti amministratori capiscono che ora si offre un'occasione di cambiamento di una cultura sorpassata». Ma perché, secondo Asor Rosa, si costruisce così tanto nelle zone interne italiane? «Ha ragione Rutelli, per l'accresciuto valore dei beni immobiliari. Ma c'è anche il flusso di capitali "vaganti", che andrebbero monitorati, in cerca di utili immediati. E poi c'è il fatto che molte amministrazioni traggono dai nuovi insediamenti edilizi gran parte delle risorse per la loro stessa sopravvivenza amministrativa. Proprio qui deve cambiare la cultura. L'integrità del territorio può diventare il motore di un modello di sviluppo completamente diverso». I COMITATI Contro la cementificazione selvaggia della Toscana si stanno battendo decine di associazioni e comitati regionali, che da domenica saranno coordinati dal professore Alberto Asor Rosa MONTICCHIELLO Già è stata vinta la battaglia di Monticchiello, dove il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli ha disposto il blocco parziale di tre palazzine nell'insediamento a ridosso delle antiche mura, nel cuore della campagna della Val d'Orcia LE COLLINE Sono a rischio cementificazione le zone collinari: tutta la Val d'Orcia, la Val di Chiana, l'area di Pistoia. Fiesole. infine l'arco appenninico FIESOLE È stato presentato tre anni fa il progetto per rimodernare piazza Mino, cambiandone il caratteristico andamento planimetrico, cioè abolendo la naturale discesa. Malgrado le denunce presentate, i lavori sono progressivamente andati avanti. Un convegno otto giorni fa ha affrontato il caso