Tre giorni di "scoperte" per il Fai E ora i milanesi invidiano Torino "Ma perché non fate conoscere di più le vostre bellezze?" -------------------------------------------------------------------------------- Il Fai e il "Rinascimento torinese" DallEgizio a Palazzo Reale i milanesi a bocca aperta In visita da Milano per conoscere da vicino il «Rinascimento torinese». Per toccare con mano che i miracoli talvolta si avverano. Tra curiosità, stupore e un po di sana invidia. Una quarantina di soci sostenitori del Fai, parte del cosiddetto «Gruppo dei 200», hanno varcato il Ticino e si sono stabiliti tre giorni sotto la Mole, allHotel Sitea. Di solito i loro «viaggi di istruzione» puntano su mete più lontane: capitali europee, antichi siti recuperati, paesaggi da sogno. Questanno, tutti a Torino. Doveva guidarli la presidente del Fai Giulia Maria Crespi, ma allultimo non ha potuto venire per motivi di salute. Ad accompagnarli, la presidente dei «200» Gioia Falck e la vice Giulia Puri Negri, diligenti nel rispettare una tabella di marcia fittissima. Esordio venerdì scorso, pomeriggio a Palazzo Civico, ad accoglierli il sindaco Chiamparino con lassessore Alfieri e Giovanna Cattaneo, presidente del Fai piemontese. Il tour si è concluso ieri pomeriggio al Castello di Rivoli. In mezzo Villa della Regina, Palazzo Madama e Palazzo Reale, Fondazione Sandretto, Pinacoteca Agnelli, Museo del Cinema, Egizio con Statuario. Proprio in via Accademia delle Scienze, di fronte allallestimento di Dante Ferretti, ieri si sono sprecati i complimenti: «Facevano domande, dimostravano grande considerazione per un museo e soprattutto una città irriconoscibili - dice Alain Elkann, padrone di casa con la direttrice Eleni Vassilika - È curioso che questa delegazione abbia dovuto fare i conti con la folla della domenica mattina, con i papà accompagnati dai figli che ieri entravano gratis alla vigilia della loro festa». Oltre ai segni di apprezzamento, dai milanesi (tra i presenti Carlo Puri Negri, amministratore delegato di Pirelli Real Estate, Isabella Parodi Delfino, Silvio e Daniela Bernasconi, Wanda Galtrucco) è arrivato il solito rimprovero: «Ma perché non fate conoscere di più le vostre bellezze?». Venerdì pomeriggio, dopo la sosta in Municipio, la visita a Villa della Regina (con il direttore regionale dei Beni culturali Mario Turetta e la responsabile Cristina Mossetti). Sabato si è iniziato a Palazzo Madama con visita guidata dalla direttrice Enrica Pagella, a seguire caffè nellantica Cioccolateria di palazzo Reale in compagnia di Daniela Biancolini della Soprintendenza ai Beni architettonici e colazione a casa di Patrizia Sandretto, con tappa alla Fondazione in via Modane. Dopo tante visite, un rimpianto: è mancato il tempo per la Reggia di Venaria. Sarà per unaltra volta, in programma cè già il tour delle residenze sabaude. «Quante lodi per Torino si sono sentite, per una città che ha saputo reinventarsi e soprattutto fare - dice Giovanna Cattaneo. - Speriamo che con questi chiari di luna, con i tagli annunciati, tutto questo continui a funzionare».