GRUPPO DI FAMIGLIA IN UN MUSEO Il bronzo dellartista inglese prende forma nella Galleria civica contemporanea TRENTO Quali sono le caratteristiche della famiglia tipo dei nostri giorni? Da quanti componenti è formata? Quali sono le sue aspirazioni? Queste domande sembrano perfette per un dibattito sui Dico. In realtà sono alla base di unopera darte, un bronzo che sta per cominciare a prendere forma presso la Galleria civica di arte contemporanea di Trento dove una celebre artista inglese, la quarantaquattrenne Gillian Wearing è intenzionata a realizzare il suo Family Monument (dal 24 marzo al 10 giugno, a cura di Fabio Cavallucci e Cristina Natalicchio). Non cè un modello. La vera famiglia trentina è ancora da scegliere. E cè quasi un concorso per questo lavoro che passa attraverso i quotidiani e le televisioni locali, anche se il metodo di selezione è assolutamente empirico. È lartista a decidere. Per Gillian Wearing, che solitamente usa come mezzi espressivi la fotografia e i video, vincitrice nel 1997 del Turner Prize, questa è la prima personale in unistituzione pubblica italiana. A Trento è arrivata nel novembre dello scorso anno con lidea di far qualcosa riguardante la famiglia «concetto molto forte nella regione, così come nel vostro paese»: «Un monumento alla famiglia è una sorta di omaggio. Volevo che fosse molto realistico, perché lo è il mio lavoro. La fotografia o il video sono una forma di realismo. E tratterò il bronzo come qualcosa di molto simile a unistantanea, qualcosa davanti alla quale la gente potrà soffermarsi. Non è una fotografia, è unopera tridimensionale, ma ci saranno statistiche e informazioni, dunque suona anche come antropologica e come forma di documentazione». Ma cosè per lei la famiglia? «È una gamma di immagini che vanno dal cliché allo stereotipo e poi al non stereotipo. Penso che si possa guardare a una famiglia secondo lidea tradizionale che ne abbiamo, cioè di famiglia nucleare, ma a volte penso che, se si riflette sul proprio ruolo personale allinterno della stessa, si può arrivare a pensare che anche gli amici possono farne parte. In questo progetto però ho voluto trattare una famiglia da un punto di vista classico statistico, intendendo un dato preciso: delle persone che vivono sotto lo stesso tetto, nella stessa casa. Ho voluto osservare la famiglia partendo dalla base perché quando ho cominciato a rifletterci mi sono accorta che era un tema molto complesso». La famiglia è la componente più importante della società, oppure è in fase di esaurimento? «Non ho una posizione netta. Non penso che sia finita, ma che in qualche modo si stia evolvendo. È molto diversa da quarantanni fa, e poi la gente vive più a lungo... Certo non sta finendo. Ma, come dicevo, non ho una posizione netta. Tutto ciò che so è che quando cerco di osservarla da una prospettiva più generale essa diventa sempre più complessa. Ecco perché alla fine mi sono rivolta alle statistiche». Lopera arriva mentre in Italia è in corso un forte dibattito sui diritti dei conviventi e delle coppie omosessuali. Cosa ne pensa? «Chiunque può creare un proprio modello di famiglia e penso che è possibile sposarsi indipendentemente dal sesso. In realtà, da un punto di vista statistico, è stranamente possibile classificare una famiglia come composta da una sola persona. E dunque, sempre statisticamente, due persone anche dello stesso sesso sono in definitiva una famiglia. Sotto il profilo politico le opinioni possono variare notevolmente, ma in termini statistici una famiglia è formata da due persone. Con figli o senza figli. È un gruppo che si unisce, ma che può anche scindersi o sciogliersi. Sicuramente non è qualcosa di costante». Il suo dunque sarà un ritratto ideale contemporaneo.. «Sì, penso che in definitiva sarà un ritratto contemporaneo perché riguarderà una famiglia del 2007. Molti bronzi parlano di guerra, di morte, di eroi o di potenti. Questo tratta di una famiglia così comè oggi». È stata influenzata da qualche monumento? «Non direttamente. Ho apprezzato la foto di Diane Arbus. Sono stata in realtà più influenzata da certi documentari». Si riconosce sotto letichetta "Young British Artists"? «È un termine che non mi piace. Penso che sia diventato semplicistico, usato in riferimento ad artisti inglesi - londinesi in realtà - attivi agli inizi degli anni Novanta, molti dei quali hanno trovato in Charles Saatchi il loro mentore e organizzatore di mostre, alle quali io non ho partecipato. Ho fatto parte del progetto "Sensation", ma non ho mai partecipato alle esposizioni degli Young British Artists, una definizione fatta propria da alcuni giornalisti, ma che non significa nulla per un artista. È un termine inventato e usato come slogan".
TRENTO - Gillian wearing presenta il suo "family monument"
Il bronzo di Gillian Wearing, artista inglese, sta per essere completato alla Galleria civica di arte contemporanea di Trento. Lopera, intitolata "Family Monument", rappresenta una famiglia composta da persone che vivono sotto lo stesso tetto, nella stessa casa. Lartista ha scelto di utilizzare un metodo empirico per selezionare i membri della famiglia, lasciando la scelta all'artista. La famiglia è un tema complesso e Wearing ha voluto osservarla partendo dalla base, utilizzando statistiche per rappresentarla. Lopera arriva mentre in Italia è in corso un dibattito sui diritti dei conviventi e delle coppie omosessuali.
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