FERRARA DI MONTE BALDO Ferrara di Monte Baldo. Contro le colate di cemento sul Baldo scende ora in campo Italia Nostra, che si schiera con Roberto Buttura, veronese amante del Baldo e già assessore e consigliere regionale, che a gennaio ha denunciato l'arrivo di troppe case ad Albaré, dove lui stesso ha un appartamento, quelle che arriveranno a Monte Cucco e poi al Cacciatore. Buttura aveva pure segnalato vasche in plastica ritenute inadatte alla zona e puntato il dito contro i piloni piantati dal Cai per fare le teleferica da Novezzina al Telegrafo. Italia Nostra s'è sentita in dovere di intervenire dopo che il sindaco Paolo Rossi ha risposto a Buttura, dicendosi: «In parte consolato che Italia Nostra, che a Ferrara ha una sede, non sia allarmata in questo modo». L'associazione ha atteso un po' a parlare. «Prima abbiamo verificato sul posto e, considerato che ci pareva che l'amministrazione non contestasse l' intervento edilizio, l'8 marzo abbiamo scritto», spiega il presidente Giorgio Massignan. La lettera è stata spedita anche all'assessore regionale alle politiche dell'ambiente Giancarlo Conta, al presidente della Provincia Elio Mosele e della Comunità montana del Baldo Cipriano Castellani, al Corpo forestale dello Stato, ai carabinieri di Caprino, al Wwf , al Ctg e a Buttura. La lettera ha toni secchi, che una telefonata appena intercorsa, mercoledì, tra Massignan e Rossi, ha comunque mitigati. L'associazione ci tiene a chiarire il suo punto di vista a tutela del Baldo. «In relazione al nostro silenzio nei confronti della colata di cemento nella valle di Ferrara, intendiamo specificare che ciò non significa che non condividiamo gli "inutili allarmismi" del signor Buttura», scrive Massignan riprendendo parte delle parole di Rossi. «Abbiamo atteso a intervenire nella speranza che, da parte dell'amministrazione, ci fosse una rivisitazione del progetto, speranza vana». Massignan precisa: «Il sindaco, dopo aver ricevuto la lettera, mi ha telefonato e spiegato che questa lottizzazione è stata ereditata da amministrazioni passate e quindi anche da lui subita». Ciò detto Italia Nostra continua: «Siamo convinti che la fragile economia locale non vada sostenuta con uno sviluppo edilizio che non tenga conto del fragile ambiente del Monte Baldo. Il villaggio Albarè non rappresenta un modello di sviluppo sostenibile, dal momento che è stato realizzato sventrando un bosco e costruendo con l'ausilio di muri di sostegno in cemento alti oltre cinque metri e visibili da qualsiasi punto della vallata, case a due piani una a ridosso dell'altra. Non sembra più nemmeno possibile la piantumazione, che in parte potrebbe mascherare lo scempio». Ancora: «La logica con cui il villaggio è pubblicizzato ci lascia perplessi, è imperniata sulla presunta vicinanza alle spiagge del lago e agli impianti di risalita, mentre ci si dovrebbe concentrare sulla valenza paesaggistica e ambientale della valle». Italia Nostra passa a malga Albarè: «I bacini per l'acqua in plastica sono fuori luogo dal punto di vista ambientale, ma riteniamo che la concessione rappresenta, allo stato attuale, una via preferibile di sviluppo economico dell'area giacché è imperniata su peculiarità microclimatiche e agricole del Baldo». Massignan chiude: «Le esigenze del Telegrafo, seppur comprensibili, non devono prevalere su quelle diffuse di tutela del paesaggio. Ci auguriamo che Ferrara di Monte Baldo intenda perseguire un tipo di sviluppo economico che tenga in considerazione le caratteristiche ambientali e sociali dell'area e non modelli che nulla hanno a che fare con il Monte Baldo».