Per la ex scuola elementare di Piediluco ci sarà la verifica dell'interesse culturale. A domanda dell'associazione Amici di Piediluco, contraria alla vendita a privati dell'immobile, arriva la risposta dalla Soprintendenza per i beni architettonici dell'Umbria. L'associazione piedilucana, tra l'altro, aveva presentato ricorso alla stessa Soprintendenza ed al Ministerio dei beni e le attività culturali per chiedere di bloccare la vendita in seguito alla presenza di un vincolo architettonico legato alla ex scuola. La risposta è arrivata per lettera, inviata anche al Comune di Terni. A firma del soprintendente Maurizio Galletti e di Raffaele Davanzo, responsabile del procedimento e responsabile della provincia di Terni per la Soprintendenza. Si fa riferimento alla questione della ex scuola specificando quanto emerso da informazioni raccolte per le vie brevi proprio dal Comune. Si specifica che l'amministrazione di Palazzo Spada ha solo iniziato la pratica per l'alienazione del bene, deliberandone in consiglio la possibilità di dismissione. A questo seguirà la procedura per la verifica dell'interesse culturale. «Siamo soddisfatti e fiduciosi dice Rossano Fausti degli Amici di Piediluco perché non si può deturpare quella scuola. Ci fa piacere sapere che, se il vincolo sarà riconosciuto, quell'immobile non dovrà essere alterato. Tra l'altro, nella lettera della Soprintendenza, si anticipa anche che "data la particolarità dell'edificio dal punto di vista satorico e stilistico, tale verifica sarà sicuramente di segno positivo". Questo è importantissimo». La procedura di verifica dell'interesse culturale è comunque prevista per legge. La materia è infatti regolata da un provvedimento specifico, il decreto numero 42 del 2004 relativo proprio agli edifici storici di interesse culturale ed architettonico. A confermare la linearità e la regolarità della procedura prevista per legge è anche lo stesso Raffaele Davanzo. «E' chiaro spiega che ogni progetto legato a quell'edificio dovrà per forza passare attraverso noi ed attraverso la procedura da applicare». Con questo, però, nessuno al momento lascia intendere di situazioni bloccate o di intenzioni da rivedere. «La verifica spiega Davanzo deve essere fatta per la scuola di Piediluco così come per ogni tipo di proprietà immobiliare pubblica. E' chiaro che quando sarà chiesta l'alienazione del bene, chi si occuperà di portare avanti la verifica dovrà dedurre il tipo di garanzie che saranno fornite per il rispetto di quanto sancisce il decreto. Tutto sarà subordinato a quello». Intanto l'Associazione amici di Piediluco promette ancora battaglia. Annunciando fin da ora che sarà chiesta, per fare in modo che l'ex scuola resti un edificio pubblico, una variante al piano particolareggiato. Ma se la vecchia scuola restasse di proprietà pubblica, quale sarà la sua utilizzazione? Chi combatte l'alienazione vorrebbe anche che diventasse sede di uffici pubblici. Continuando, in un certo qual modo, a considerare Piediluco come fosse un paese come qualsiasi altro.