ROMA - Il termine per la presentazione dei progetti per il "Festival Teatro Italia", voluto dal Ministero dei Beni culturali, è scaduto da appena tre giorni. Ma le nove città in lizza per l'aggiudicazione dei primi tre anni della rassegna (Milano, Venezia, Genova, Napoli, Campobasso-Benvento, Torino, Perugia e Salerno) già battagliano, nella persona dei loro amministratori, a colpi di dichiarazioni. Sgarbi assegna a Milano, a tavolino, la vittoria, Napoli vanta l'importanza delle proprie tradizioni, Genova spiattella l'intero progetto presentato al concorso. Il ministro Rutelli (cui spetta la decisione finale) ha dato intanto la parola alla Commissione tecnica costituita per esaminare i progetti, formata da Salvo Nastasi, presidente (è il direttore generale dello Spettacolo dal vivo del Ministero), Antonello Pischedda, Pamela Villoresi e Maurizio Giammusso. «Apriremo le buste sigillate dice Nastasi il 23 marzo. Disporrò la verifica dei requisiti elencati dalle città, quindi i progetti, in fotocopia, verranno distribuiti ad ogni commissario, perché possa approfonditamente fare le sue valutazioni. Prima di Pasqua ci riuniremo almeno due o tre volte, per confrontare i pareri. Subito dopo Pasqua, dopo aver sottoposto al Ministro il risultato del nostro lavoro, verrà proclamata la città vincitrice». La prima edizione del Festival, che Nastasi ricorda essere, secondo il testo del bando, «una vetrina promozionale, il Festival vero e proprio lo avremo nei due anni successivi», dovrà realizzarsi già quest'anno, compreso fra giugno e ottobre. «I tempi sono strettissimi. La proclamazione deve avvenire su basi oggettive e ponderate, come ha raccomandato il Ministro, ma senza sforare sulle date appena descritte». La commissione tecnica non ha comunque davanti un facile lavoro. Le domande non sono state presentate, ad esempio, dalla stessa tipologia di istituzioni. Se alcune città, infatti, scendono in campo con gli enti locali al gran completo, altre sono rappresentate da una Fondazione bancaria. R.S. ------------------ ROMA non ha partecipato al bando del Ministero dei Beni e delle Attività culturali per aggiudicarsi i primi tre anni del "Festival Teatro Italia", fortemente voluto dal ministro e vicepremier Francesco Rutelli. Ma nel contempo, accanto ai grandi eventi di cui è già titolare, dall'Estate Romana alla Festa del Cinema, alla Notte Bianca, vara una sorta di festival permamente sulla base di alcune iniziative legate alle strutture sceniche e museali. E pensa a investire sui programmi dei teatri privati per innalzare il livello dell'offerta culturale. L'assessore alla Cultura, Silvio Di Francia, ha appena annunciato un'iniziativa legata ai teatri con più di cento posti: «Abbiamo stanziato 800.000 euro e attivato un bando innovativo (il testo è disponibile sul sito del Comune; la scadenza è il 16 aprile 2007, n.d.r.), dedicato alle sale romane private con una capienza oltre i cento posti. I fondi saranno assegnati non tanto alla nuda proprietà dei teatri, cioè a un luogo valido di per sé stesso, quanto ai progetti speciali di attività che le singole sale sapranno elaborare e presentare. Credo che questo sia davvero il primo episodio di finanziamento pubblico mirato. Premieremo i cartelloni sulla base di alcuni requisiti: l'impronta innovativa delle scelte; la capacità di far lavorare le nuove leve di attori, registi, scrittori e tecnici; la politica dei prezzi a favore dei giovani e degli anziani. Va da sé che i programmi, dovendo incontrare (in abbonamento) anche le istanze e i gusti di queste due categorie di pubblico, potranno essere sperimentali, non certo arroccati proposte elitarie, incomprensibili o semplicemente ostiche alla ricezione». Descrivendo il progetto, Di Francia ammette inoltre che «partendo dalla fertile scena romana, troverà sostegno l'intero sistema teatrale italiano». Ancora: «Siamo determinati a rafforzare, insieme, la qualità e la accettabilità delle offerte. I teatri svolgono un importante servizio culturale, meritano tutta l'attenzione, sia perché possano "pensare" di più e meglio a ciò che propongono, sia perché si migliorino sul piano della gestione e dell'accoglienza. A questo proposito ho pianificato una serie di incontri con vari uffici, cominciando da quelli del Piano Regolatore». Aggiungiamo che martedì, nella Sala Santa Rita, Di Francia presenterà, assieme a Ivana della Portella, presidente di Zètema Progetto Cultura, Eugenio La Rocca, sovraintendente ai Beni Culturali del Comune, Giovanna Marinelli, direttore del dipartimento Cultura, e Igino Poggiali, presidente delle Biblioteche, l'iniziativa A Pasqua Roma ti sorprende, in programma dal 5 al 9 aprile prossimi. Sottotitolo, Quando l'arte diventa spettacolo. Senza entrare nello specifico degli appuntamenti, anticipiamo la tendenza: Roma offrirà alla poesia, alla musica e al teatro anche spazi non tradizionali, ad esempio i musei e le gallerie, le chiese, i sagrati, estendendo alla Pasqua una vocazione che è già dell'Estate e della Notte Bianca. Quanto al periodo pasquale, molti ricorderanno lo strepitoso successo della Pasqua del Teatro ideata da Maurizio Scaparro nel 1987, un'occupazione" vera e propria di spazi della città vecchi, nuovi e "inventati" con spettacoli, letture, performances, esibizioni varie. Ricordiamo due "casi" su tutti, attorno ai quali Roma si deliziò: Andalucia amarga della Cuadra de Sevilla al Quirino e, in contenporanea, la splendida Passione abruzzese di Antonio Calenda, con Elsa Merlini, nella chiesa di Sant'Andrea della Valle. «Ci saranno aggiunge Di Francia sulla Pasqua 2007 anche testi e brani commissionati appositamente per l'occasione. E se l'iniziativa, nel suo complesso, avrà, come credo, successo, la cooptazione dei luoghi interessati può certamente entrare nelle consuetudini dei grandi appuntamenti fissi della città».
Festival Teatro Italia: Roma non ha partecipato all'aggiudicazione
Il termine per la presentazione dei progetti per il "Festival Teatro Italia" è scaduto da appena tre giorni. Le nove città in lizza per l'aggiudicazione dei primi tre anni della rassegna sono già battagliate, nella persona dei loro amministratori, a colpi di dichiarazioni. Il ministro Rutelli ha dato la parola alla Commissione tecnica costituita per esaminare i progetti, formata da Salvo Nastasi, presidente del Ministero dei Beni culturali, e altri membri. La commissione tecnica dovrà verificare i requisiti elencati dalle città e poi confrontare i pareri. La proclamazione della città vincitrice dovrà avvenire su basi oggettive e ponderate, ma senza sforare sulle date appena descritte.
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