«La vera emergenza non è la Tav in Val Susa ma il "sacco" silenzioso di province e periferie» «Non voglio opporre una "villettopoli" a "vallettopoli", ma portare avanti un messaggio culturale e politico di impegno del nostro ministero e del governo per la difesa del paesaggio italiano, uno dei nostri più importanti patrimoni». Alla viglia della partenza per il Giappone, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e vicepremier Francesco Rutelli, ribadisce con forza quanto accennato due settimane fa, in occasione dell'insediamento del Consiglio Superiore per i Beni culturali, ossia l'urgenza di tutelare il paesaggio italiano prima che i rischi di ulteriori danneggiamenti e di lottizzazioni trasformino il problema in emergenza. L'ottanta per cento dei nostri Comuni è al di sotto dei cinquemila abitanti, e spesso i Municipi non hanno un geometra, e tantomeno un architetto paesaggista. I vincoli, che pure coprono il 60 per cento del territorio italiano (in tutto 5milioni e 575mila ettari), sono spesso inefficaci. Quando arriva la richiesta di lottizzare un terreno, facilmente i piccoli comuni cedono. «Assistiamo alla crescita esponenziale di valori immobiliari. Lottizzazioni e insediamenti si moltiplicano soprattutto nell'Italia profonda, nelle campagne, nei borghi dei piccoli centri - dice Rutelli - Il vero problema dell'Italia non è l'Alta Velocità in Val di Susa, ma il grande silenzio sul "sacco" del territorio a danno della qualità. Dobbiamo difendere il paesaggio italiano». E ribadisce: mai più condoni edilizi. Per scongiurare «cedimenti» e prevenire il rischio, il ministero ha messo a punto una strategia che richiama alla collaborazione e agli interventi legislativi. Già il 9 novembre scorso si è insediata una commissione presieduta da Salvatore Settis (direttore della Normale di Pisa e presidente del Consiglio Superiore MiBac) per studiare una proposta di revisione del Codice dei Beni Culturali stilato da Giuliano Urbani, allo scopo di armonizzare le competenze istituzionali e proporre copianificazioni, dal momento che «attualmente il codice non consente interventi». Entro aprile la proposta sarà pronta. Inoltre è stato chiesto a 17 direzioni regionali e a 30 soprintendenze competenti in materia di beni architettonici e del paesaggio, un censimento delle situazioni più gravi presenti sul territorio d'appartenenza. Entro due settimane gli elenchi saranno completati, e costituiranno una piattaforma utile per pianificare gli interventi. Sono già quattro le Regioni con le quali sono in fase avanzata protocolli d'intesa: Friuli Venezia Giulia, Toscana, Sardegna; con la Campania, «decisa a voltare pagina» dice Rutelli, si è firmato un preliminare. Ed è allo studio anche una revisione dell'organizzazione ministeriale per rafforzare e inquadrare al meglio il tema dell'ambiente nelle politiche del Ministero. «Non vogliamo fare una battaglia contro la modernizzazione o lo sviluppo dell'economia», piuttosto mettere a punto una seria lotta all'edilizia frastagliata e lanciare una sfida sulla qualità del costruito e del costruendo. Si sta anche valutando l'ipotesi di costituire un nucleo specializzato dei Carabinieri sul tema paesaggistico. Demolire ove è possibile, ripistinare al meglio l'esistente, insomma governare la trasformazione. Collaborando anche con le associazioni ambientaliste e con quelle dei costruttori. «Nessun fondamentalismo, non si vuole ingessare l'Italia. Ma vogliamo consegnare ai nostri figli un paesaggio come bene insostituibile». Angelo Bonello, capogruppo alla Camera dei Verdi, annuncia intanto una legge che introduca un indice massimo oltre il quale non sia possibile avviare processi di trasformazione, e una proposta per la tutela delle coste sul modello di quanto voluto dal presidente dellla Regione Sardegna, Renato Soru.
Paesaggi d'Italia rischio villettopoli
Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e vicepremier Francesco Rutelli ha ribadito l'urgenza di tutelare il paesaggio italiano, affermando che il vero problema non è l'Alta Velocità in Val di Susa, ma il grande silenzio sul "sacco" del territorio a danno della qualità. Rutelli ha anche ribadito che il ministero ha messo a punto una strategia per difendere il paesaggio italiano, che include la collaborazione con le regioni e le associazioni ambientaliste, nonché la creazione di un nucleo specializzato dei Carabinieri sul tema paesaggistico.
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