Assediato, come succede, prima o poi, a tutti i castelli che si rispettino. Ma da un esercito di turisti stranieri e cittadini romani. Ad attirarli, due manifestazioni, tante bancarelle e un solarium. Quest'estate Castel Sant'Angelo è stato preso d'assalto. Affollato anche il ponte che dal Lungotevere porta alla fortezza, I teli degli ambulanti con sopra borse, cinte o cd segnano il percorso fino al monumento. E all'entrata, già dalle nove di sera, una lunga fila per visitare il castello. Fino al 10 agosto, infatti, la manifestazione "Sulle terrazze di Castel Sant'Angelo" ha aperto la fortezza al pubblico per visitarla, ascoltare musica, assistere a spettacoli o soltanto cenare sui bastioni. "Touristvillage", invece, fino al 24 agosto, anima l'area di Lungotevere di Castello con zone ristoro, stand di artigianato, spettacoli e cabaret. Sulle rive del fiume, infine, nella banchina del Lungoripa, un solarium con piscina per il fitness. 1 più contenti dell'assalto al castello sono i turisti. Susan, 27anni, arriva dall'Inghilterra ed è rimasta affascinata «dalle canzoni, i ristoranti e le botteghe, proprio accanto all'antico monumento». Soddisfatti anche molti romani. «È bello vivere i tesori artistici della città anche nei momenti di svago», affermano concordi. Meno felice chi risiede nei dintorni: «Quest'estate la zona è stata invasa afferma Andrea che da 35 anni vive nel quartiere e non credo che la presenza di tutta questa gente sia un bene per il monumento». Criticata soprattutto la manifestazione "Sulle terrazze di Castel Sant'Angelo", appena conclusa. «Nel museo si è svolta un'attività impropria afferma Ruggero Pentrella, ispettore centrale del ministero per i Beni culturali sulle terrazze, poi, c'erano tavolini, ma per la sicurezza dei visitatori sarebbero dovute restare libere». Francesco Tamburella, responsabile della Marconet, la società che con il patrocinio del ministro ha organizzato la manifestazione, assicura che per chi è entrato nel castello non c'erano pericoli: «Non potevano accedere più 3500 persone e per due volte abbiamo chiuso i cancelli». E tutto è avvenuto nel rispetto del monumento, «ricreando all'interno spettacoli ispirati alla tradizione della fortezza, senza essere invasivi. Anche il ristorante serviva solo piatti freddi per evitare i vapori delle cucine». Tutto in regola anche dal punto di vista della legge, assicura Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni cuturali. «È stata la Marconet a presentarci il progetto, inserito in un contratto tra amministrazione e società. Così non abbiamo dovuto bandire una gara per assegnare gli spazi della manifestazione, come facciamo nel caso in cui l'iniziativa parta dal ministero. Ma per decidere se ripetere l'esperienza bisognerà fare un bilancio dei giudizi di visitatori e cittadini». La manifestazione è piaciuta ad Anna, 20 anni, che studia Lettere alla Sapienza. «Quest'anno al Castello mancava solo una cosa: "Invito alla lettura"». La sovrintendenza archeologica e il Municipio, infatti, hanno deciso di riservare alle passeggiate la zona dei giardini, che da 13 anni era dedicata ai libri. «È un'area monumentale spiega Roberto Vernarelli, presidente del Municipio e non può essere usata per le manifestazioni».