Il paesaggio italiano é attaccato da una colata di cemento, dalla crescita abnorme dei valori immobiliari, pieno di paesini un tempo spopolati e ora obiettivo di speculazioni edilizie per seconde e terze case che deturpano il paesaggio nelle aree più belle d'Italia. L'allarme è stato lanciato dal ministro dei Beni culturali e vicepremier Francesco Rutelli, nel corso di una conferenza stampa al ministero, che ha chiamato a una controffensiva in nome della bellezza. «Il paesaggio italiano è uno dei più grandi patrimoni - dice Rutelli - che dobbiamo lasciare ai nostri figli. In molti casi, é lo stesso che era nei quadri del Rinascimento, nei quadri di Raffaello, Leonardo, dei grandissimi testimoni di una bellezza italiana che non deve sfiorire. Allora, difendiamo lo sviluppo economico, l'industria dell'edilizia, ma scongiuriamo una crescita delle edificazioni che non lascino più ai nostri figli il paesaggio come bene insostituibile per il futuro, per la salute e per l'identità nazionale». Guerra aperta, poi, agli eco-mostri, che significa anche «demolire in tutti i casi in cui è possibile i mostri che deturpano il paesaggio italiano. Vogliamo favorire le attività che creano ricchezza, ma impedire quelle che distruggono un bene che dobbiamo poter lasciare alle future generazioni». Rutelli punta a una revisione mirata del Codice dei beni culturali, revisione che tuteli il paesaggio e sviluppi collaborazioni con gli enti locali, le Regioni in primis, ma anche i piccoli Comuni. A novembre il ministro ha insediato una commissione per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, presieduta dal professor Salvatore Settis, che sta lavorando ed entro aprile consegnerà la sua proposta per il complesso della revisione del codice, con particolare attenzione al paesaggio, parte interessata dalla modifica più significativa. Quattro le intese di co-pianificazione stipulate, per armonizzare poteri e competenze, con il Friuli Venezia Giulia, la Toscana, la Sardegna e una pre-intesa con la Campania. È stato anche reso operativo il Sitap, il Sistema informativo territoriale, ambientale e paesaggistico che contiene la banca dati dei vincoli paesaggistici, con una sezione sul rischio paesaggistico. È anche partito un censimento paesaggistico. «Ho scritto a tutti i sovrintendenti - dice Rutelli - che hanno competenza in materia di paesaggio, a tutte le direzioni regionali, chiedendo di censire tutte le situazioni critiche sul territorio. Entro due settimane avremo una relazione e un quadro dell'emergenza e delle criticità». nicoletta.cottoneilsole24ore.com