Leggo sui giornali che il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini avrebbe lamentato di non essere stato invitato nella giusta forma al recente Convegno indetto dal Comitato per Fiesole (Fiesole, 11 marzo) aggiungendo: "se avessi fatto la stessa cosa, si sarebbe detto che sono un cafone; io non posso dire altrettanto, ovviamente, dato lo spessore intellettuale dei personaggi in questione". Se il presidente Claudio Martini intendeva riferirsi a me, ci tengo a precisare che a quel convegno ero, come lui, un semplice invitato e non posso essere considerato perciò responsabile di eventuali, e anche comprensibili, disguidi dell'organizzazione, fondata esclusivamente sul volontariato. All'inizio del mio intervento ho affermato (con grande chiarezza) che gli amministratori, locali e centrali, fin quando vige un sistema democratico rappresentativo (speriamo a lungo), possono essere talvolta nostri avversari, ma di sicuro sono sempre i nostri interlocutori privilegiati. A questo principio ho sempre ispirato e continuerò sempre a ispirare la mia condotta. Poiché siamo in argomento voglio anche preannunciare (allo scopo di evitare un nuovo equivoco) che all'incontro di domenica 25 marzo a Firenze deciso nel corso del convegno di Fiesole e destinato a promuovere un coordinamento dei Comitati di base toscani che lottano per l'ambiente e il paesaggio, saranno invitate tutte le grandi organizzazioni ambientaliste, ma non le autorità trattandosi, come è ovvio, di una scadenza tutta interna e di natura esclusivamente organizzativa. Alberto Asor Rosa