Il pensionamento del Piano regolatore, disegnato nel 1980 per una Milano che ormai non cè più, avviene allinsegna della deregulation. Per la città fisica è una rivoluzione, che il Comune delegherà al libero mercato con la nascita di una «Borsa dei diritti edificatori». Per chi ci abita significherà larrivo di nuovo cemento, palazzi e case, per nuovi abitanti. Cementificazione con sviluppo verticale, assicurano in Comune, e dunque grattacieli. Ma dove il rischio vero è la riduzione di aree finora protette come il Parco Sud. La tesi "più cemento e meno verde" viene respinta a Palazzo Marino. Piuttosto, dice lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli, «il verde aumenterà e sarà a sistema. Meno giardinetti condominiali e più verde fruibile». È vero anche, però, che lo stesso Masseroli ammette: «Su alcuni parchi bisognerà fare una riflessione, per valorizzare le aree lasciate nel degrado». Il riferimento è, appunto, agli attuali confini del Parco Sud. Troppo presto per dire se il polmone verde verrà rimpicciolito. Quello annunciato ieri dal Comune è, infatti, solo linizio di un percorso per il pensionamento del Piano regolatore del 1980. Per arrivare a «un nuovo strumento flessibile, dinamico e trasparente», dice il sindaco Moratti. Del Prg sparisce anche il nome, si passa al «Piano di governo del territorio». Arrivarci non sarà breve: lapprovazione, infatti, è prevista entro il luglio 2008. Ieri la giunta ha solo discusso le linee generali dindirizzo. Da quelle si dovrà passare alle decisioni reali: quanto si potrà costruire di nuovo in città? E soprattutto, dove? Questo il Comune non lha ancora deciso. Ma ci sono le linee generali, apprezzate dai costruttori di Assimpredil. Si vuole «sviluppare le capacità insediative»: dunque, più case. E si vuole «densificare», costruire in altezza. La rivoluzione passerà attraverso una deregulation («liberalizzazione», la chiama Masseroli), perché spariscono le destinazioni duso pilastro del vecchio Prg. Adesso il Comune dovrà decidere dove si può e dove non si può costruire. Ma poi sarà il mercato ad autoregolarsi. Secondo il meccanismo della «perequazione»: in una futura «Borsa dei diritti volumetrici» si potrà e si dovrà comprare e vendere diritti di costruzione, trasferendoli da una parte allaltra della città. E così, ad esempio, un privato che possiede unarea dove non si può costruire (i parchi ma non solo), potrà vendere i suoi diritti edificatori a qualcuno che costruirà altrove. Magari aggiungendo quelle «volumetrie» ad altre che già possiede. Più cemento, appunto.
Più cemento nella Milano del futuro
Il Comune di Milano sta pensionando il Piano regolatore del 1980, un piano che regolava la crescita della città. Il nuovo piano, chiamato Piano di governo del territorio, sarà più flessibile e trasparente. Il Comune ha già discusso le linee generali, ma non ha ancora deciso dove si può e dove non si può costruire. Il mercato sarà autoregolatore, con una Borsa dei diritti edificatori. I costruttori sperano di poter costruire più case e densificare la città. Tuttavia, il verde potrebbe essere ridotto, in particolare nei parchi come il Parco Sud. Il Comune ha promesso di valorizzare le aree lasciate nel degrado, ma non ha ancora deciso come farlo.
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