Unarea verde di 10.000 metri quadrati, più grande del campo di calcio di Marassi, è al centro del progetto che dovrebbe sorgere a Molassana, al posto dello stabilimento della Boero, a fare da cornice ci saranno diversi edifici, tra i quali due più alti, per un complesso di 270 appartamenti, un cinema-teatro-auditorium, una biblioteca e una piazza coperta da una tensostruttura di cristallo. Sono in tutto 25.700 metri quadrati quelli compresi nello schema di assetto urbanistico approvato il nove marzo scorso dalla commissione urbanistica, un progetto che non richiede varianti al piano urbanistico comunale, ma che ha già suscitato polemiche e preoccupazioni in circoscrizione e tra la gente del posto, tanto che lassessore Gabrielli ha fatto sapere che toccherà alla prossima giunta occuparsene. «Noi siamo disponibili ad accogliere suggerimenti e ad ascoltare e condividere i vari aspetti del progetto - spiega ora la presidente del gruppo Boero Andreina Boero - la nostra è unoperazione di sviluppo che tra laltro dovrebbe portare miglioramenti anche alla qualità della vita degli abitanti di Molassana. La Boero è a Genova dal 1931 e in questi anni ha cambiato quattro stabilimenti, a Molassana ci siamo da cinquantanni, ma ormai la città è cresciuta attaccata al colorificio, molte case si affacciano direttamente sulla fabbrica, di qui la nostra esigenza di spostarci». La scelta è caduta su Tortona, dove lo stabilimento trasferirà anche il centinaio di lavoratori genovesi, mantenendo però in città il laboratorio di ricerca. Linvestimento previsto per costruire la nuova fabbrica è di 32 milioni di euro, i tempi di realizzazione tre anni dal momento della posa della prima pietra, che dovrebbe avvenire entro breve. Linvestimento dovrebbe essere finanziato, almeno in parte, proprio dal recupero e dalla riqualificazione dellarea di Molassana, su questo punto il 6 febbraio 2006 gli enti locali e i sindacati hanno firmato unintesa con lazienda. «Larea dello stabilimento di Molassana è prevista nel piano regolatore come area di trasformazione urbana - spiega larchitetto Giovanni Pellegrino, che ha elaborato il progetto - e quindi non richiede nessuna variante. E sbagliato inoltre parlare di cementificazione, perché a fronte di 20.000 metri quadrati che ci sono già costruiti e che possiamo ricostruire cè un parco di 10.500 metri quadrati e 9.000 metri quadri di servizi, per un investimento di nove milioni di euro, tre volte tanto gli oneri di urbanizzazione». Lipotesi che ha scatenato lopposizione degli abitanti e della circoscrizione era la previsione nel primo progetto presentato di una torre di 21 piani, ora quel progetto è stato modificato e al posto di una torre ci sono due palazzi più bassi. «Cè tutta la disponibilità a discutere e modificare il progetto - dice ancora larchitetto Pellegrino - ma è evidente che deve essere garantita la compatibilità economica. « «Il lavoro avviato con gli uffici comunali è stato molto positivo - aggiunge Andreina Boero - e siamo disponibili a continuare a collaborare al massimo, ci auguriamo solo che i tempi delle procedure siano compatibili con quelli dellimpresa».