Il conto sale a sedici. Prima lattuale presidente di Firenze Fiera Roberto Negrini e il suo predecessore Alberto Bianchi, indagati per abuso edilizio. Quindi otto assessori di Palazzo Vecchio (Giuseppe Matulli, Paolo Coggiola, Graziano Cioni, Tea Albini, Silvano Gori, Gianni Biagi, Riccardo Nencini, Daniela Lastri) indagati per abuso dufficio. Adesso tre dipendenti della Regione, uno del Comune, uno dellAgenzia del Demanio e una funzionaria della soprintendenza ai monumenti chiamati in causa per omessa denuncia allautorità. Fanno sedici in tutto. Sedici persone che, a vario titolo, possono essere considerate dirigenti della città. Un paio di loro, perfino raggiunti da due avvisi di garanzia. Eppure potrebbe non essere finita qui. Linchiesta del Pm Luigi Bocciolini potrebbe ancora allargarsi. Sedici persone, uno spaccato del gruppo dirigente, almeno il gruppo chiamato a sovrintendere sulla Fortezza, il polo di promozione economica della città e dellarea metropolitana. Non lazione di un singolo. Secondo laccusa, i presidenti di Firenze Fiera si sarebbero resi responsabili di abusi edilizi per aver permesso la realizzazione di nuovi spazi espositivi dentro la Fortezza. Gli assessori comunali avrebbero esercitato il loro potere amministrativo per autorizzare i padiglioni irregolari e favorire così una Spa pubblica nata per fare linteresse della comunità. E, sempre secondo laccusa, i sei dirigenti indagati ieri si sarebbero resi colpevoli di una omissione, della mancata denuncia delle irregolarità dei padiglioni realizzati per garantire nuovi spazi espositivi. Chi sono questi ultimi avvisati in ordine di tempo? Paolo Bongini è un dirigente dello sviluppo economico della Regione, il dipartimento guidato dallassessore al commercio e turismo Anna Bramerini, rappresentante nellassemblea dei soci di Firenze Fiera della Regione. Dirigente dello sviluppo economico della Regione è anche Antonino Mario Melara. Mentre il terzo dipendente regionale raggiunto ieri dallavviso di garanzia è Silvia Fantappiè, funzionaria dellavvocatura. Maurizio Talocchini, dirigente comunale dellufficio urbanistica è indagato per omessa denuncia e per abuso dufficio (doppio avviso). La stessa sorte toccata a Lia Pescatori, funzionaria della soprintendenza ai beni architettonici (doppio avviso anche per lei). Mentre Massimo Perini dellAgenzia del Demanio è indagato solo per omessa denuncia allautorità giudiziaria. Sei dirigenti. Ai quali si sommano i due presidenti indagati per abuso dufficio e gli otto assessori per abuso dufficio. In totale, 18 avvisi di garanzia per 16 persone. Per tutti loro si tratta di accuse importanti e tuttavia confutate dalla difesa in quanto la condotta seguita da assessori e dirigenti non aveva un fine privato, ma pubblico. Linteresse di favorire una società pubblica nella sua missione di polo di promozione economica. Gli stessi assessori e dirigenti fanno presente che i padiglioni sono stati costruiti come soluzione ad un problema improvviso. Gli spazi che non cerano ma che invece si dovevano trovare per ospitare una mostra e far posto ad una importante esposizione. Alcuni dei padiglioni costruiti in fretta e furia come risposta ad una emergenza temporanea, sono diventati di fatto permanenti col passare del tempo. Anziché smontare e rimontare, si è ritenuto che si poteva lasciare tutto lì, in attesa del prossimo appuntamento annuale. Una trasformazione di fatto, non di diritto però. Perché, comunque finisca lindagine avviata dalla magistratura, è già chiaro che i padiglioni demergenza della Fortezza hanno avuto, dal punto di vista del diritto, una storia travagliata, a volte approssimata. Tanto che si è dovuto ricorrere ai ripari "dopo", costruendo autorizzazioni e permessi per qualcosa che già cera. Magari con riunioni convocate in fretta e furia sollecitando la presenza dei partecipanti per garantire il numero legale. Ed è proprio questa limmagine che la raffica di avvisi di questi giorni lascia negli occhi dellosservatore esterno. Limmagine di una prassi che allarga le maglie da una parte e le stringe dallaltra. Una linea di condotta che, tenendo ferma la rotta sullobiettivo dellinteresse pubblico di Firenze Fiera, piega a volte di qua a volte di là per effetto delle necessità, proprio per non allontanarsi troppo dalla direzione di marcia fissata.
Firenze. Fortezza. In nome dellinteresse pubblico . Così i coinvolti giustificano unemergenza divenuta prassi
Il presidente di Firenze Fiera Roberto Negrini e il suo predecessore Alberto Bianchi sono stati indagati per abuso edilizio. Inoltre, 16 persone, tra assessori di Palazzo Vecchio, dirigenti della Regione, del Comune e dellAgenzia del Demanio, sono state indagate per abuso dufficio o omessa denuncia. Tra le indagate ci sono anche tre dipendenti della Regione, uno del Comune, uno dellAgenzia del Demanio e una funzionaria della soprintendenza ai monumenti. Le accuse riguardano la realizzazione di nuovi spazi espositivi all'interno della Fortezza, che sarebbero stati realizzati senza le dovute autorizzazioni.
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