Un programma di «recupero degli edifici di culto». Si tratta di un servizio che Palazzo San Giacomo attiverà entro fine mese. A comunicarlo è l'assessore all'Edilizia, Amedeo Lepore. L'obiettivo è bonificare l'interno delle chiese, di proprietà comunale, che sorgono lungo i Decumani. Oramai è diventato un caso la riqualificazione dei monumenti della zona antica di Napoli. Ancor più dopo l'intervento del ministro Urbani. «Siamo contenti che il ministro si sia accorto di quella che è stata una lunga deficienza dello Stato - dice il yicesindaco Rocco Papa - perché, giova ricordarlo, il ministero interverrà finalmente sui monumenti di propria competenza». Riqualificare il centro storico della città significa, nelle parole del vicesindaco, avere davanti due possibilità di scelta: o allontanare gli abitanti della zona o investire risorse economiche. Proprio su quest'ultima strada punta l'amministrazione. «Non vogliamo - conclude Papa - un centro storico da cui mandare via i poveri per fare spazio ai ricchi. Il nostro intento è intervenire in modo tale da mantenere la complessità urbanistica e sociale dei Decumani». L'idea che si fa largo a Palazzo San Giacomo è anche quella di istituire un tavolo di concertazione tra i proprietari delle chiese storiche di Napoli: Comune, Curia e Demanio. «Solo così - sottolinea Lepore - sarà possibile affrontare un discorso più ampio di bonifica». Non solo, quindi, interventi mirati e settoriali. Come è avvenuto nei mesi scorsi quando, in un incontro con il prefetto, si è discusso delle chiese di competenza demaniale. O come è successo tre anni fa, quando il Comune è intervenuto, in collaborazione con la Soprintendenza, all'interno di Santa Maria Vertecoeli. Neanche sfiorata in quell'occasione, però, la facciata della chiesa. Cosa, questa, ancora oggi ben visibile. Un progetto già approvato in giunta comunale riguarda, invece, l'ex falegnameria «Vanacore» a due passi dall'ingresso principale dell'ex edificio di culto. Lì verrà creato un centro di accoglienza per extracomunitari, altra emergenza della città. Ma al di là dei propositi, la triste realtà delle principali vie storiche della città rimane sotto gli occhi di tutti. Addetti ai lavori e non. «Come Legambiente - dice Carmine Maturo, responsabile dei beni culturali dell'associazione - abbiamo sempre denunciato il degrado della zona. Nei nostri piani c'è la creazione di un Parco monumentale del centro antico. Un ente, cioè, paragonabile a quello del Vesuvio». L'esigenza di un riscatto della Napoli antica è molto sentita anche da Italia Nostra. «Dopo l'approvazione del Piano regolatore - afferma Guido Donatone, presidente regionale dell'associazione - è arrivato il momento di risolvere il problema dei monumenti abbandonati. Non è possibile che una città come la nostra non salvaguardi il suo patrimonio». Due anni fa, infatti, fu proprio Italia Nostra a richiedere come propria sede una chiesa sconsacrata. Ma finora l'unica risposta è stato il silenzio. Eppure la destinazione d'uso di questi edifici di culto dovrebbe interessare proprio quelle attività socioculturali che costituiscono l'anima nonché il volano di sviluppo della città. «Napoli - sostiene indignato l'urbanista Nicola Pagliara - avrebbe potuto salvarsi utilizzando al massimo il suo patrimonio artistico. Ma basta guardare i Decumani per cogliere il segno della sconfitta. Oggi si danno solo veline, come in epoca fascista. Si illude la gente con crediti sulla qualità della vita che non corrispondono alla realtà. Si rifanno le facciate dei palazzi, ma chi si chiede cosa succede nelle case?»
Chiese nel degrado, c'è il piano-bonifica
L'assessore all'Edilizia, Amedeo Lepore, comunica che Palazzo San Giacomo attiverà un programma di recupero degli edifici di culto entro fine mese. L'obiettivo è bonificare l'interno delle chiese di proprietà comunale lungo i Decumani. Il ministro Urbani ha intervento per la riqualificazione dei monumenti della zona antica di Napoli. Il sindaco Rocco Papa sottolinea che il ministero interverrà finalmente sui monumenti di propria competenza e che il Comune vuole mantenere la complessità urbanistica e sociale dei Decumani. Un tavolo di concertazione tra Comune, Curia e Demanio sarà istituito per affrontare un discorso più ampio di bonifica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo