Non è più solo uninchiesta. E un assedio. Come si addice, peraltro, alla Fortezza da Basso. Intorno al monumento di Antonio da Sangallo fioccano ormai da giorni informazioni di garanzia. Dopo le due per abuso edilizio che hanno colpito il 21 febbraio scorso i presidenti di Firenze Fiera, dopo le dieci per abuso dufficio recapitate giovedì, di cui otto destinate ad altrettanti assessori comunali, ieri ne sono arrivate altre sei, nei confronti di altrettanti funzionari (di Regione, Comune, Demanio e Soprintendenza), a cui viene contestata la «omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale». E non finisce qui, perché le indagini sui padiglioni «provvisori» realizzati negli anni scorsi a supporto del polo espositivo si sono estese alla reception, altrimenti detta lacquario, e cioè a quel padiglione che sorge allesterno dellingresso principale della Fortezza e serve per accogliere i visitatori di Pitti. Il padiglione è stato realizzato non da Firenze Fiera bensì da Pitti Immagine, la società guidata da Raffaello Napoleone. Anche la reception, come gli otto padiglioni sequestrati il 21 febbraio allinterno della Fortezza, è ritenuta abusiva dalla procura. Linchiesta, dunque, sembra destinata ad allargarsi ancora. Ma intanto la giornata di ieri è stata dominata dalla notizia delle nuove sei informazioni di garanzia inviate dal pm Luigi Bocciolini ai sei pubblici funzionari che il 26 giugno 2006, in Conferenza dei Servizi, esaminarono la richiesta di Firenze Fiera di regolarizzare le strutture «provvisorie» installate per le attività fieristico-congressuali nellambito della Fortezza. I sei funzionari presenti erano Paolo Bongini e Mario Antonino Melara della direzione sviluppo della Regione Toscana, Silvia Fantappié dellufficio legale della Regione, Maurizio Talocchini, dirigente dellurbanistica del Comune di Firenze, Lia Pescatori della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Massimo Perini dellAgenzia del Demanio. I sei funzionari ebbero modo di esaminare una dettagliata relazione dellarchitetto Gaddo Birindelli, commissionata da Firenze Fiera, sulle opere «provvisorie» esistenti da anni allinterno della Fortezza, monumento nazionale. La procura sostiene che dalla relazione risultava con chiarezza «lillegittimità urbanistica» dei vari padiglioni. E poiché i sei funzionari presenti erano tutti pubblici ufficiali, sarebbe stato loro obbligo - ragiona la procura - denunciare alla autorità giudiziaria gli abusi edilizi di cui erano venuti a conoscenza. E evidente, a questo punto dellinchiesta, che i magistrati sono particolarmente allarmati dalla scoperta che per anni, allinterno di un monumento nazionale, sono state tollerate costruzioni non autorizzate senza che alcuno presentasse denuncia. Il punto di vista della difesa - rappresentata dagli avvocati Sandro Traversi, Sara Gennai, Pier Matteo Lucibello e Nino DAvirro - è più articolato. I padiglioni sono stati realizzati per consentire al polo fieristico-espositivo di espandere la sua attività. Si tratta di interventi conformi agli strumenti urbanistici e finalizzati a realizzare interessi pubblici. Le situazioni irregolari sono emerse proprio perché Firenze Fiera, lo scorso anno, ha chiesto di regolarizzarle, e la Conferenza dei Servizi ha indicato la via da seguire, subordinando le autorizzazioni provvisorie alla stesura di «un progetto organico e unitario coerente con le disposizioni dello strumento urbanistico vigente... e contenente un articolato programma dei lavori con la relativa tempistica di realizzazione». Dal punto di vista della procura, peraltro, le buone intenzioni sono rimaste tali per mesi e mesi. E quando, il 21 febbraio 2007, sono scattati i sequestri, gli otto padiglioni erano privi di ogni genere di autorizzazione. Ad essi poi deve aggiungersi la reception esterna, realizzata da Pitti Immagine. Anchessa è stata provvisoriamente autorizzata in fretta e furia il 23 febbraio con la delibera di giunta che la procura considera un illecito favore a Firenze Fiera e che è costata la contestazione di abuso dufficio agli otto assessori che lhanno approvata. Quel padiglione esterno è un pugno nellocchio e Pitti Immagine aveva giudiziosamente deciso di modificarla con un progetto affidato allarchitetto Elio Di Franco. Progetto molto più gradevole e già pronto. Ma ora non è chiaro che cosa ne sarà. Col fiato sospeso, gli «avvisati» e tutto il mondo politico attendono il tribunale del riesame, che si svolgerà la prossima settimana. Intanto lassedio alla Fortezza prosegue. E si apprende, fra laltro, che la vecchia inchiesta sul «mostro», cioè sul contestatissimo parcheggio sotterraneo realizzato sul lato nord, non è ancora chiusa.
Firenze. Bufera Fortezza, altri 6 avvisi
La procura di Firenze ha inviato sei nuove informazioni di garanzia ai sei funzionari che hanno esaminato la richiesta di Firenze Fiera di regolarizzare le strutture provvisorie installate per le attività fieristico-congressuali nellambito della Fortezza. I sei funzionari erano stati incaricati di esaminare una relazione dellarchitetto Gaddo Birindelli sulle opere provvisorie esistenti da anni allinterno della Fortezza, monumento nazionale. La procura sostiene che i funzionari avrebbero dovuto denunciare gli abusi edilizi di cui erano venuti a conoscenza, ma non hanno fatto nulla.
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