La tanto attesa prima fiera dell'arte contemporanea di Dubai ha dato i suoi frutti: gli espositori arrivati dal Giappone, dalla Corea, dalla Cina e dall'America, si sono detti molto soddisfatti dell'esperienza. Culturale, certo, ed economica. Anche se i collezioni presenti all'happening avrebbero potuto dare di più, statunitensi, iraniani e indiani non si sono tirati indietro di fronte alle "offerte" del mercato creando comunque il passaparola che il ministero della Cultura si aspettava. Bandita l'arte sperimentale, bandite tutte le opere giudicate un po' troppo spregiudicate, sembra che l'attenzione dei visitatori si sia concentrata sui superclassici come De Chirico, Marino Marini e Paul Klee. Molto apprezzati, ovviamente, anche Picasso, Warhol, Indiana e le farfalle di Damien Hirst. Interessato alle reazioni del mercato, anche Samuel Keller non ha voluto perdere la Fiera di Dubai, e anzi, ha mostrato grande entusiasmo perché «nuove fiere aumentano il numero di collezionisti». Pronti a volare dagli Emirati Arabi a Basilea pieni di buone intenzioni.