Il consiglio superiore dei Beni culturali si riunirà il 29 marzo nel parlamentino di via del Collegio romano. E potrebbe essere il giorno della resa dei conti, o almeno di un confronto molto duro tra il professore Salvatore Settis - che insieme ai componenti il consiglio contesta, per ora sommessamente, il nuovo piano di riordino dei beni culturali - e il gabinetto politico del ministro Francesco Rutelli, che sta lavorando alla formulazione della riforma. I contorni della riorganizzazione di via del Collegio romano per ora sono solo prefigurati dalle varie bozze che circolano al ministero e di cui l'Indipendente nei giorni scorsi ha rivelato il contenuto. Ma è già chiaro il senso della riforma. Tutto nell'idea di chi ha disegnato i nuovi contorni della struttura di via del Collegio romano va verso la moltiplicazione del potere centrale del ministero, con il rafforzamento delle direzioni generali e il depotenziamento delle soprintendenze. Un orientamento opposto a quello che a più riprese Settis aveva raccomandato. Il professore infatti si batte non da oggi perché vengano restituiti poteri maggiori alle soprintendenze e alle periferie del ministero e venga avviato un processo di progressivo decentramento burocratico. Le direzioni generali nella riforma Rutelli invece continueranno oltre tutto ad avere un peso preponderante nella politica dei Beni culturali, con il rischio, paventato più volte da Settis, di reiterare i contenziosi tra i diversi livelli scientifici dell'amministrazione centrale e periferica. Sono questi i nodi che contrappongono, per ora in un confronto a distanza e mai palesemente dichiarato, il ministro e il consiglio superiore dei Beni culturali. Nodi su cui è anche difficile immaginare una mediazione visto che sembrano fronteggiarsi posizioni speculari è inconciliabili. Nei prossimi giorni comunque una bozza di sintesi della riforma potrebbe essere inviata dal ministro al presidente del Consiglio superiore e a tutti i componenti del parlamentino di via del Collegio romano. Sarà un primo test per sondare le reazioni del professore e dei quadri tecnico scientifici del ministero. Anche se Settis non sembra avere nessuna intenzione di attendere passivamente né la bozza in arrivo la prossima settimana né la riunione del 29. Nei prossimi giorni infatti (domenica?) Repubblica o il Sole 24 ore potrebbero ospitare un articolo del professore dove verrebbe ribadita la necessità di una riforma nel senso del decentramento e del potenziamento delle soprintendenze. Un intervento che diventerebbe la piattaforma con cui il Consiglio superiore si presenterà alla riunione del 29 marzo per dire il suo no alla riforma Rutelli. Sempre che avrà la volontà politica, e la forza, di dire no.
Settis prepara l'affondo al ministro
Il Consiglio superiore dei Beni culturali si riunirà il 29 marzo per discutere della riforma dei beni culturali. Il ministro Francesco Rutelli sta lavorando alla formulazione della riforma, che prevede la moltiplicazione del potere centrale del ministero e il rafforzamento delle direzioni generali. Il professore Salvatore Settis, componente del consiglio, contesta la riforma e sostiene il decentramento e il potenziamento delle soprintendenze. La riunione del 29 marzo sarà un confronto tra il ministro e il consiglio, con il rischio di contenziosi tra i diversi livelli scientifici dell'amministrazione centrale e periferica. Settis potrebbe presentare un articolo pubblicando le sue posizioni sulla riforma.
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