«Questa città merita l'attenzione del ministero: possiamo lavorare insieme a un rilancio basato, anche in termini turistici, sul suo patrimonio culturale». Un patrimonio che, inserito in un sistema economico complessivo, oggi può essere«motivo principale della rinascita della città che da estremo Est dell'Italia è diventata centro dell'Europa».Così si è espresso ieri il sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci, a Trieste con il sottosegretario Ettore Rosato per visitare la città e assicurare appunto l'attenzione» di Roma. Attenzione che porterà circa tre milioni 800mila euro destinati a Miramare. Si tratta di fondi straordinari, derivati dal gioco del Lotto (una cui fetta degli introiti va appunto al ministero dei Beni culturali), che verranno spalmati sul triennio 2007-2009 il cui piano «stiamo varando», ha precisato Marcucci. Per Miramare sono previsti 450 mila euro nel 2007, un milione e mezzo nel 2008 e un milione 800 mila nel 2009: si tratta di «uno dei tre o quattro progetti più importanti» a livello nazionale. Lo stanziamento - ha spiegato il direttore regionale dei Beni culturali Ugo Soragni - servirà a un intervento organico nel parco di Miramare: sistemazione dei bacini acquei, recinzioni, restauro delle costruzioni minori, impiantistica e illuminazione, v sistemazione degli accessi. È allo studio l'ipotesi di un ristorante interno al parco. L'intenzione del governo - ha detto Marcucci - è di «rilanciare gli accordi-quadro con le Regioni perché si possa lavorare a una sintesi complessiva su un piano strategico unico e collocare su questo» i finanziamenti dei vari enti, così da implementare «un progetto condiviso». Marcucci ha rilanciato gli accordi-quadro nella prima tappa del suo pomeriggio in città, ospite del sindaco Dipiazza in Municipio. E proprio il primo cittadino ha sottoposto al sottosegretario anche il nodo del teatro Verdi, alle prese con un percorso di risanamento finanziario. A spiegare la situazione della Fondazione lirica, seconda tappa della visita di Marcucci, è stato lo stesso sovrintendente Giorgio Zanfagnin. Ma se il Verdi come tutti gli altri teatri italiani ha sofferto dei tagli al Fondo unico dello spettacolo apportati negli ultimi anni da Roma, «noi abbiamo come obiettivo ambizioso, riportare nei prossimi anni il Fus ai livelli del 2000, i massimi che ha toccato», ha detto Marcucci ricordando l'importanza di una «gestione attenta» dei teatri. E quanto ai progetti di coproduzione internazionale, «al ministero - ha aggiunto il sottosegretario - si sta organizzando un ufficio con l'obiettivo specifico di supporto per ottenere contributi europei». Il sottosegretario, con Rosato e Soragni, è andato poi in via Torino, nel cantiere del Civico museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata per il cui completamento - ha spiegato Silvio Delbello - servono ulteriori fondi. Poi una puntata all'esterno dell'ex Pescheria, al centro del dibattito sul futuro dell'area. «Il patrimonio culturale - ha detto Marcucci - non va visto come vincolo allo sviluppo ma come opportunità: non ci dev'essere dicotomia fra tutela e valorizzazione». Un'affermazione che può valere anche per Porto Vecchio: «Bisogna che le istituzioni locali redigano un progetto convinto e si confrontino con il nostro ministero, che è disponibile a ragionare su questo tipo di impostazione: ci sono le condizioni anche per veicolare fondi e lavorare insieme per il rilancio effettivo di una parte della città che non può rimanere morta». Nel tardo pomeriggio la tappa a Miramare e poi quella conclusiva alla Camera di commercio, dove Marcucci ha incontrato le categorie economiche. «Abbiamo manifestato la disponibilità a sostenere il progetto del Parco del mare», ha detto Rosato al termine dell'incontro. «Un incontro molto positivo in cui tutte le categorie economiche hanno rilanciato una sinergia sul tema del centro congressi e del Parco del mare».