ANCONA - La polemica del sindaco di Ascoli (ma la questione è stata sollevata anche dall'onorevole Ciccioli e dal consigliere regionale Castelli) per aver chiesto al ministro Rutelli d'inserire Loreto e Recanati - omettendo Ascoli, che da tempo coltiva questa aspirazione - tra le città "Patrimonio dell'Umanità" dell'Unesco è "sciocca e non ha motivo di esistere". L'ha affermato ieri il presidente della Regione Spacca. "Già da due anni - ha detto il governatore, riferendosi a una delibera dì giunta del 3 novembre 200 - abbiamo chiesto all'Unesco di riconoscere il centro storico delia città di Ascoli come Patrimonio dell'Umanità, sulla base di un protocollo d'intesa tra Regione, Comune e Provincia di Ascoli, istituendo anche un comitato tecnico scientifico di qualificata esperienza in materia di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale". "Chi ha avviato la polemica -ha aggiunto Spacca - l'ha fatto forse senza conoscere tutti gli elementi della questione. Sostenere Ascoli non significa rinunciare ad avanzare contestualmente altre candidature. Occorre ricordare che i procedimenti e i tempi per entrare nella lista dell'Unesco sono lunghi, e che l'inserimento di Urbino ha richiesto dieci anni", "La bellezza e le peculiarità architettoniche di Ascoli sono note a tutti - ha concluso - e il fatto d'aver voluto inserire una veduta della città nel francobollo dedicato alla Regione, lo dimostrano in modo inequivocabile, assieme alla decisione di festeggiare ad Ascoli la Giornata delle Marche il prossimo 10 dicembre".