SL LIBRO Quindici anni di progetti e realizzazioni, tra polemiche e contraddizioni, in un «album» di Giorgio Ciucci, Francesco Ghio, Piero Ostilio Rossi con le splendide fotografie di Andrea Jemolo Il paesaggio architettonico di Roma sta cambiando: in quindici anni le opere pubbliche varate sfiorano il centinaio. È un processo che deborda dalle mura aureliane e coinvolge i municipi di frontiera. La dimensione di Roma ne rende difficile la valutazione complessiva all'interno di un sistema di relazioni tra luoghi e architetture, tra programmi urbanistici e potenzialità di sviluppo. Un utile sforzo di sistematizzazione, dichiaratamente provvisorio, è affidato dall'assessorato all'Urbanistica in collaborazione con l'Ufficio per il programma »Roma Capitale e Qualità architettonica di Roma» a un accattivante libro in forma di album (Roma, la nuova architettura, Electa, pp. 292, euro 40). Redatto da Giorgio Ciucci e Piero Ostilio Rossi, collaudati esegeti dell'architettura capitolina; da Francesco Ghio, consulente di lungo corso dell'amministrazione comunale, il volume si avvale delle magnifi-che fotografie di Andrea Jemolo, che tracciano un autonomo percorso visivo tra i gangli della città in rinnovamento. Le foto, già esposte alla Casa dell'Architettura nel marzo del 2006, sedimentano il primo nucleo di un archivio di Roma contemporanea, destinato «a storicizzare il presente», come argomenta Ciucci, cioè a ordinare i documenti della città di oggi per costruire la storia di domani. L'archivio integra la Carta della qualità, «un imponente sistema territoriale informatizzato» esteso a tutto il comune di Roma, che ordina le emergenze architettoniche, dall'antico all'attualità, come bene illustra P.O. Rossi nel saggio sulla storiografia di Roma moderna. Spetta allo scritto di Ghio riannodare le tappe che hanno traghettato la città, arenata in una crescita senza progetto, nell'agone della progettualità internazionale. La ricostruzione di Ghio è puntuale ed esaustiva sugli ultimi 15 anni di politica comunale, ma forse sottostima la pionieristica azione di Carlo Aymonino e Renato Nicolini che, assessori al centro storico e alla cultura tra la fine dei Settanta e gli Ottanta, hanno indicato una nuova ideologia urbana. Il volume si declina su 65 nuove architetture romane, a cui si aggiunge il municipio di Fiumicino li Alessandro Anselmi. Raggrupate per tipologie, per analogie fotografiche, per flagranza simbolica o dimostrativa, le opere so-10 illustrate da veloci testi che poro aggiungono alla seduzione ielle immagini, mancando dati dimensionali, piante, sezioni e specifiche dei materiali. Il libro, che omette le infrastrutture automobilistiche: svincoli, sottopassi, gallerie, etc, di cui Roma si è dotata, restituisce tuttavia la complessità del progetto politico, la sua densità culturale e la molteplice vivacità della nuova architettura romana. Sfilano, nel libro, il magistrale allestimento della sala ottagona del Museo Nazionale Romano di Giovanni Bulian e lo stupefacente antiquarium di Francesco Stefanori nella centrale elettrica Montemartini; il restauro delle poste di Mario De Renzi e Adalberto Libera in via Marmorata, condotto congiuntamente dall'ufficio tecnico delle poste e dal gruppo di Sergio Poretti dell'Università di Tor Vergata, che testimonia una pratica del restauro che coniuga rigore filologico e sensibilità poetica del progetto contemporaneo. E poi i nuovi edifici: dall'Ara Pacis di Richard Meier all'ala Marco Aurelio dei Musei Capitolini di Carlo Aymonino, all'Auditorium di Renzo Piano. Di alcuni edifici in costruzione, come i musei Maxxi di Zaha Hadid e Macro di Odile Decq, la bibliotheca Hertziana di Juan Navano Baldeweg, la stazione Tiburtina di ABDR Architetti Associati, si documentano gli spettacolari cantieri. Gli esiti più sorprendenti giungono dalle periferie, dove innumerevoli e calibrate piazze-giardino confermano il successo del programma «Centopiazze», varato dal Comune alla metà degli anni novanta. Anche le chiese, dopo decenni di opacità, hanno recuperato persuasività simbolica ed espressiva: lo dimostrano le stupefacenti chiese di Richard Meier a Tor Tre Teste, di Vittorio De Feo a Tor Vergata, di Nemesi Studio a Quartaccio. Mentre, sul teneno dell'architettura «corrente», ai convincenti piani di Salgado per Romanina e di Gregotti per Acilia si contrappone il megainsediamento in costruzione a piazza dei Navigatori.
Roma, finalmente la nuova architettura ha trovato casa
Il libro "Roma, la nuova architettura" è un'opera che documenta le opere pubbliche varate a Roma negli ultimi 15 anni. L'album, redatto da Giorgio Ciucci e Piero Ostilio Rossi, e fotografato da Andrea Jemolo, presenta 65 nuove architetture romane, tra cui il Museo Nazionale Romano, la centrale elettrica Montemartini e i nuovi edifici come l'Ara Pacis di Richard Meier e l'ala Marco Aurelio dei Musei Capitolini di Carlo Aymonino. Il libro esamina anche le infrastrutture automobilistiche e le chiese, che hanno recuperato persuasività simbolica ed espressiva.
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