Dalla Soprintendenza il «permesso consultivo», ma il Comune blocca tutto Lavori abusivi a due passi dal Colosseo, nel cuore della Roma archeologica. A insospettire era stata soprattutto quella palizzata in legno, che copriva completamente, sigillando i lavori e preservandoli dagli occhi indiscreti di cittadini e turisti, le operazioni in corso. «Manutenzione ordinaria», recitava il cartello. Ma trattandosi della via princeps dell'antica Roma - niente di meno che i Fori Imperiali - le istituzioni hanno voluto vederci chiaro. Ed è così che ieri mattina l'ufficio an-ti-abusivismo del Campidoglio, dopo un sopralluogo ordinato dal vice capo di gabinetto del sindaco, Luca Odevaine, ha messo sotto sequestro il cantiere commissionato dal ristorante «Angelino ai Fori», storica insegna di largo Corrado Ricci. A mettere il cantiere sotto sigilli è stata là polizia municipale, nucleo pronto intervento centro storico, «per violazione all'articolo 44 del dpr 38001», con relativo divieto di modificare lo stato dei luoghi e proseguire i lavori. Non si ferma dunque il fenomeno dell'abusivismo edilizio nel centro di Roma. Ma non si ferma nemmeno l'offensiva del Comune, sempre più supportato dalle segnalazioni degli stessi cittadini contro gli irregolari. E irregolari, stando all'ultimo blitz, sarebbero anche questi lavori di ristrutturazione in corso (fino a ieri) sul grande asse stradario dei Fori, dove il committente Angelino ai Fori attuale ingresso del ristorante-bar su largo Ricci) stava pei aprire quattro grandi arcate (due già realizzate e altre due abbozzate con interventi di piccone) a livello strada, con affaccio diretto sulla Basilica di Massenzio, in uno dei punti più prestigiosi del patrimonio paesaggistico mondiale. Inizialmente sembrava (quasi) tutto regolare, soprattutto in virtù di quel permesso rilasciato dalla Soprintendenza di Stato ai beni architettonici di Roma (documento firmato dal soprintendente Maurizio Galletti). Si tratta, però, è stato spiegato, di un «permesso consultivo», rilasciato in quanto il palazzo in questione non risulta vincolato come bene in sé, e soprattutto perché la richiesta era relativa al ripristino dello stato originario dei luoghi. Da accertare infatti, ma è probabile, che su quel fronte fino a qualche tempo fa quegli archi esistessero veramente, probabili ingressi a stalle o locali di rimessa. «Ma per ricrearli era necessario, dopo il parere, consultivo, della Soprintendenza un permesso del Comune, che non è mai stato accordato né tantomeno concesso», spiegano ì tecnici del Campidoglio che hanno eseguito il sequestro. I titolari del ristorante si erano infatti limitati a presentare una «Dia», dichiarazione di inizio attività, all'ufficio tecnico del municipio Roma I. Ma la Dia di fatto è un'autocertifica-zione, sulla quale vano poi effettuati controlli (a questo proposito, stando a quanto dichiarato dal I municipio, i titolari del ristorante erano già stati convocati nei giorni scorsi dai vigili proprio per veder chiaro in questo cantiere che già destava qualche sospetto di irregolarità). Quello di Angelino ai Fori, location eccezionale a parte, non è comunque l'unico caso. Molti ancora i cantieri fuorilegge in pieno centro (e non solo). Solo negli ultimi mesi, tra i casi individuati dalla task force an-ti-abusivismo del Comune in zone sottoposte a tutela, si possono ricordare quello di un appartamento con vista sulla città che stava sorgendo ai piedi del Gianicolo (dicembre); la demolizione (ottobre) delle mura perimetrali di un attico di 200 metri in via di costruzione in via Margutta; altri due abusi «con vista» in via Pie' di Marmo e a Santa Maria Maggiore (agosto); il caso di piazza della Pigna (aprile) dove sempre grazie a segnalazioni di cittadini furono scoperti su un terrazzo lavori per la costruzione di un appartamento, oltre ad abusi e irregolarità varie all'interno del Parco dell'Appia Antica. Edoardo Sassi